Un’immagine vale più di mille parole (Confucio)

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Raramente talento e professionalità si incontrano e quando lo fanno insieme alla passione ecco che si rimane piacevolmente stupiti.

Conosco Fabio da vent’anni circa, e fin da subito tra noi si è istaurata una sincera e profonda amicizia. Alla sua sensibilità d’animo, alla sua voce bellissima ero abituata, ma, ammetto, ignoravo quest’altro aspetto della sua vena artistica: undono davvero speciale, quello di saper cogliere un istante perfetto, il particolare giusto, la luce che rende la sua foto una vera pittura.

Lo scorso 31 maggio, nei locali del Caffè letterario La Masa 54, ha inaugurato la sua prima mostra dal titolo Sognando il Kenya,  visitabile fino al 16 giugno.

“Con questa mostra cercherò di trasportare gli occhi e il cuore dei visitatori, in quel mondo meraviglioso che di solito si può vedere solo nei documentari”- afferma Fabio Scramuzza -.

“Per me fotografare è bloccare un istante, trasmettere le emozioni e le sensazioni vissute in prima persona nel momento in cui scatto”- aggiunge-.

L’esposizione ripercorre, attraverso una selezione di venticinque opere fotografiche, l’esperienza dell’artista durante un suo viaggio in Kenya nel 2012.

La sensibilità e il senso estetico di Fabio hanno davvero saputo cogliere l’attimo. La realtà visibile e invisibile traspare, con una particolare accortezza per l’equilibrio, l’armonia, la proporzione, nell’intento di racchiudere nelle immagini quanti più dettagli emozionali possibili, in modo da riproporre quelle scelte, in funzione della propria esclusiva visione ideale delle cose.

Il “Kenya è per me  uno dei Paesi più belli dell’Africa – sottolinea – e non è stato assolutamente difficile, grazie al safari allo Tsavo Est National Park cogliere l’attimo per immortalare l’incredibile scenario”.

Irrefrenabile, dunque, è stato il desiderio di scattare fotografie e metterle in cornice: paesaggi particolari con leggende a essi riconducibili, cieli, colori e sfumature; gnu, gazzelle, zebre, scimmie, elefanti che popolano le vastissime pianure della savana. Davvero difficile, con questa varietà di paesaggi straordinari e incontaminati, non cogliere l’attimo.

Credo che visitare la mostra possa rendere meglio di ogni recensione, poiché per l’autore, a ognuna di queste foto è legato un ricordo speciale, ognuna racconta una storia, un’emozione, un brivido.

Le ho osservate attentamente e da ognuna di esse nasceva un’emozione. Riuscire a cogliere e immortalare ogni singola emozione nei suoi aspetti più puri e spontanei, adornandola con la ricerca del particolare, la passione per i dettagli, l’originalità, l’intraprendenza e la creatività, non è certo semplice.

A mio parere un buon fotografo è colui che riesce a mettere nello scatto qualcosa di suo, a raccontare qualcosa, a sviluppare un’idea, a interpretare il soggetto secondo la sua sensibilità e, se particolarmente bravo, a lasciare un segno nella mente di chi poi osserverà le sue fotografie.

Le immagini sono splendide, uniche, parlano da sole e raccontano appieno la gioia di quegli unici e irripetibili momenti vissuti dall’artista. 

Rosalinda Camarda,
redazione PalermoWeb.com