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PANORMUS - CALENDARIO POPOLARE

MAGGIO


Devozione e immagine iconografica davanti la Chiesa di Sant'Agostino per Santa Rita

Il mese di maggio, per i palermitani, è considerato il mese del tonno per via del poco tempo favorevole (il tonno in questo periodo "pascola" tra il Tirreno e il Mar Mediterraneo).

Per la parte religiosa è invece il mese della Madonna (essendo la madonna considerata la madre suprema si festeggia la festa della mamma) e dell'Ascensione. In questo mese dei pregiudizi che ci sono stati praticamente non si sposava nessuno... "a spusa maiulina un godi la curtina".

1 Maggio

  • Festa del lavoro. In realtà richiama alla festa di San Giuseppe, lavoratore d'eccellenza.

3 Maggio

  • Festa del SS crocifisso a Monreale
  • Festa della Mamma, la prima domenica dopo l'8 maggio

20 Maggio

  • SS Crocifisso a Mezzojuso, in questa occasione viene svolta la Fiera di Maggio
  • In riferimento alle feste delle confraternite palermitane in questo giorno la Confraternita della "Pinta" festeggia il "SS. Crocifisso dell'Albergheria" la terza domenica di maggio

22 Maggio

  • Santa Rita. Grande devozione dei palermitani per questa Santa che viene festeggiata presso la chiesa e convento di S.Agostino, nel quartiere Capo.

28 Maggio

  • Ascensione, la notte della sceusa. Nel calendario liturgico, dopo 40 giorni dalla pasqua, con la solennità dell'Ascensione, si chiude il cerchio che è l'incarnazione di Dio attraverso suo figlio e la glorificazione dell'umanità, facendosi rivedere agli Apostoli, Gesù lascia il messaggio, che manderà lo Spirito Santo ad aiutare la Chiesa alla Sua Evangelizzazione.

L'ascesa al cielo richiama un antico culto pagano che collega il cielo e la terra benedicendola con le piogge.

La notte della "sceusa" così chiamata dal popolino, era detta anche "la seconda pasqua" e durò fino agli anni 50 del secolo scorso: era credenza popolare che alla mezzanotte passasse un angelo a benedire le acque donandole potere taumaturgico.

L'esposizione di un recipiente pieno d'acqua con su sparse foglie di rose, assieme ad un boccale, anch'esso ricolmo, ed esposto la sera prima di recarsi a letto era un rito che solevano fare le nostre nonne in un luogo aperto.

Nella mattina del giorno seguente l'acqua che era benedetta serviva per bere e lavarsi il viso: in tal modo si era benedetti per tutto l'anno.
L'acqua era anche utilizzata per guarire le malattie più gravi e ribelli ad ogni cura.

Il popolo invece raggiungeva il mare per un bagno purificatore e non solo gli uomini, che di solito riempivano la Marina del Foro Italico, ma anche gli armenti con il preciso intento di preservarle e di guarirle di ogni malattia.


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