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I MESTIERI PER LE STRADE DI PALERMO

Le diverse strade dei mandamenti del centro storico, anche quelli più strette, i vicoli e le piazze più solitarie, offrono capienze supplementari e, oltre che come vie di comunicazione, si prestano spesso a diventare vere e proprie “appendìci” delle botteghe artigiane.



Nella foto: negozio tipico di vendita di ninnoli, gingilli... balocchi... 

Il lavoro è organizzato all’aperto. Gli uomini operano per la strada, sia per necessità di spazio, quando questo scarseggia nei magazzini, sia per mantenere attivo il rapporto con altri artigiani, spesso impegnati nelle medesime attività.

Ed accade spesso che su di una strada o all’interno di un intero rione ci si dedichi ad un solo mestiere. Quando questo avviene, il rione o la via diventano il punto di riferimento per chi vuole acquistare quel tipo di prodotti.

Caratteristici sono i seggiai, i mobilieri, gli argentieri, i tornieri, i falegnami, i ceramisti, i fabbri ecc.ecc., raccolti in piazzette o viuzze dove il mestiere si esercita da tempo antico. Si vedono per la strada cataste e cataste di sedie, chi raschia, chi lava, chi inchioda, chi pialla, chi intreccia, chi piega assicelle e chi pianta: sono i "seggiari", che occupano un intero quartiere, a Piazza Meschita o vicino alla fontanella del cortile di Santa Maria Grazia. Il lavoro ha carattere corporativo e ognuno ne esegue una parte, secondo precise direttive. Chi fa soltanto spalliere, chi gambe, chi carica sulle spalle sei, otto o dieci sedie, chi ne porta infilate a mazzi nelle braccia, per depositarle nei magazzini o per consegnarle ad un cliente; le donne, rannicchiate, con abili e veloci mani, impagliano.

La zona interessata è quella del Giardinaccio, un tempo attraversato dal torrente Kemonia: gli abitanti d’allora raccoglievano in loco gli arbusti che intrecciavano per impagliare. Col passare del tempo il fiume è stato deviato, ma è rimasto l’uso di allestire e rivestire di paglia le sedie. 

Il quartiere è tutto occupato dalle sedie: ve ne sono per strada, nei magazzini, nelle piazze, sulle scalinate, ammucchiate ai muri, ammassate come fieno su motoape o furgoni. Sono tutte di legno ed hanno il fondo imbottito di paglia: Possono essere di tipo rustico, laccate, levigate, persino verniciate. Vicino agli uomini che lavorano, bambini e bambine giocano con minuscole sedie, sedie-giocattolo identiche a quelle vere.

I mobilieri hanno occupato Via Candelai, dove però non si fanno più candele. La strada, un po’ più larga delle altre viuzze, si presta meglio all’esposizione di sfilate di tavoli, di credenze, di spalliere da letto, di cornici per specchi.

Mescolati ai mobilieri trovano spazio anche i rivenditori di materassi (che originariamente occupavano la Via Materassai, dove erano ubicati prima che, per motivi di mercato, si trasferissero). Partendo da Piazza Monte di Pietà hanno invaso le vie limitrofe con ogni sorta di mercanzie: tavoli, sedie, elementi per la cucina, divani, reti da materasso e qualunque altro elemento per arredare una casa a buon mercato.

Gli argentieri che occupavano la Via Argenteria vecchia e nuova, si sono per la maggior parte dislocati anche in altre strade e piazze, come Piazza Meli, dietro San Domenico, o nelle zone adiacenti ad essa. E lì sono, attenti a pesare, su bilancine minime, l’oro, questo prezioso metallo tanto caro ai palermitani (e non solo). Essi, all’origine delle loro attività, in realtà lavorano l’argento, realizzando ostensori, calici, piatti e posate d’argento e perfino ex voto realizzati a richiesta, orecchie, gambe, braccia, ed intere figure di uomo o di donna, da donare al Santo che per intercessione aveva contribuito alla Grazia.

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