A
circa venti chilometri dalla città di Palermo, lungo la fascia litorale ad
est, percorrendo la statale Palermo-Messina si incontra la deviazione per
Altavilla Milizia, piccolo borgo antico ed agricolo, ubicato sopra un
rigoglioso colle aperto sul mare, fondato nel XVII secolo, dove tradizione
e folklore costituiscono l’elemento trainante, più vivo aggancio del
passato con il presente.
Un modo di perpetuare la
memoria collettiva, rinnovandola anno dopo anno nella festa che si celebra
ad Altavilla dal sei all’otto settembre, la festa della Madonna di Loreto
sentita comunemente come quella della Milicia.
Una delle feste più
importante della Sicilia occidentale, per la sua grande devozione per la
Vergine, così asserisce il Pitrè, tutto oggi questo sentimento è molto
compreso tanto che per la sua magnificenza la si divide in due momenti tra
sacro e profano.
In questa occasione
tantissimi devoti vi giungono dai paesi limitrofi, da Terimini Imerese, da
Trabia, Casteldaccia, Aspra e Bagheria e principalmente da Palermo, oltre
ad onorare la Santa Vergine e visitarne il Santuario, è tradizione gustare
"a sasizza", anticamente era l’inizio stagionale di questo salume, oggi
che si consuma tutto l’anno nel periodo che si svolge la festa per la
Madonna il comune organizza la sagra della salsiccia.
La parte sacra incomincia
giorni prima, i fedeli hanno instaurato il pellegrinaggio al santuario
della Madonna raggiungendolo a piedi e, recitando il rosario si fanno
strada illuminati da fiaccole votive.
Il Santuario posto al di
sopra di una collinetta che si affaccia sul mare tirreno, contiene
un’immagine miracolosa della Santa Vergine da cui trae questo antico
culto.
(nella foto:" Il carro" - foto gentilmente concesse dal Santuario
Madonna della Milicia)
L’immagine racchiusa in un
vecchio quadro, raffigura la Vergine con il Bambino, estasiato gli sta
accanto San Francesco.
Secondo il racconto
tradizionale sarebbe stato donato ai "miliciuoti" (miliciani) da una nave
corsara impedita a proseguire la rotta sul mare antistante il paese.
Era la presenza del quadro,
che usato come coperchio per un barile, si opponeva al loro prosieguo, per
liberarsene decisero di disfarsene.
I miliciuoti lo portarono
in paese e lo posero in una cappella, divenuta oggi il Santuario esistente
sulla collina belvedere.
La Madonna, tema centrale,
è raffigurata all’inpiedi, è sostiene il bambino seduto nel braccio
destro, che la pietà popolare ha voluto ingentilire, con un involucro
lavorato a sbalzo in d’argento dorato e incastonato da pietre preziose,
che ricopre per intiero il corpo della Vergine e del bambinello scoprendo
soltanto i volti.
Nel capo del bambino e
quello della Madonna sono soprapposti da due corone regali anch’esse
d’argento dorato.
Il capo di San Francesco è
rappresentato dall’aureola soprapposta da una d’argento dorato sbalzato
come l’umile segno di semplicità il cordone che gli cinge la vite,
anch’esso in argento dorato.
Argenti che nel 1853 furono
collocati nel quadro della Madonna dall’argentiere palermitano Giovanni Di
Marco commissionati da devoti, cambiando radicalmente l’immagine facendola
assomigliare ad un’opera dell’iconografia greca.
Il dipinto, anni addietro
nel 1990, è stato restaurato asportando i vari strati di ridipitture e gli
ornati d’argento, da questo restauro ha evidenziato l’insospettato aspetto
originario.
(nella foto:"la volata"- foto gentilmente concesse dal Santuario
Madonna della Milicia)
La Madonna serafica con
manto color celeste e veste color vermiglio con rifiniture dorati, segno
di regalità, seduta in trono regge il bambino tra le gambe in posizione
eretta, San Francesco con devozione verso la Vergine e il bambinello
presenta la figura di un giovanetto inginocchiato con veste vermiglia,
sicuramente l’autore ha voluto evidenziare il committente dell’opera,
tutti i segni particolari di questa pittura che risulta essere di notevole
pregio, la fanno riallacciare alla scuola toscana che si rifaceva a
Giotto, una eccezionalità per la Sicilia, dovuta allo scambio commerciale
di beni artistici che nel periodo in cui il Marchese Francesco Maria
Beccardelli di Bologna, committente dell’opera, fondo il piccolo borgo
agricolo di Altavilla ebbe con le nazioni del continente Italico, e che
volle per la cappella personale situata all’interno del suo palazzo.
(nella
foto:"il carro - particolare"- foto gentilmente concesse dal Santuario
Madonna della Milicia)
Cappella che il tempo a
trasformato in chiesa ed è ancora oggi esistente, nel 1623 dette la
possibilità di divenire la principale parrocchia di Altavilla tramite
l’istanza al Cardinale Doria con il titolo della "Beata Vergine Maria e
del Serafico Santo Francesco.
L’immagine da collocare
doveva in certo modo richiamare i due Santi protettori di cui portava il
nome: la Madonna e San Francesco e, che potesse ricordare questa nobile
famiglia.
Si ringrazia il Santuario Madonna della
Milicia , in particolare
Il Rettore del Santuario
Arc. Liborio Scordato per aver concesso la pubblicazione delle foto. Per
ulteriori informazioni e consultare il programma
www.madonnamilicia.it
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