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PANORMUS - LUOGHI

 
 

Alla ricerca del Genio di Palermo [4/6]

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Ci accoglie il complesso dell’ex convento dello Spasimo, restaurato e restituito alla cittadinanza quale sede per concerti, mostre ed eventuali celebrazioni, è composto dalla chiesa e dagli ambienti contigui di quello che un tempo era il convento dei padri olivetani.


La chiesa, in particolare con un’imponente navata centrale e due laterali, pur mancando del soffitto, è molto bella nella sua architettura gotico-ispanizzante.

Nel 1520 nella cappella Basilicò in ricco altare in marmo di Antonello Gagini viene collocato il dipinto lo Spasimo di Sicilia di Raffaello Sanzio, oggi al museo del Prado di Madrid, intorno a questo dipinto sono nate diverse diatribe fra gli studiosi, l’altare smontato nel periodo bellico a presto ritornerà al suo posto.

Dal grande slargo che racchiude due intere piazze, quella dello Spasimo e quella della Magione raggiungiamo la Chiesa di quest’ultima dedicata alla SS. Trinità, convenuta ai Cavalieri Teutonici dal 1197 al 1492, edificata nella metà del XII secolo sul suo lato settentrionale l’abbazia è articolata attorno ad un chiostro che mantiene le originali strutture con arcate ogivali sorrette da colonnine con avvenenti capitelli.

Dal giardino antistante la chiesa che ha guadagnato la sua originale facciata tardo-normanna, negli anni Venti del XX secolo e lasciato il portale barocco impiantato nel 1717 consegue la Via Garibaldi dove insiste tra Palazzo Torre e Scavezzo, la residenza degli Ajutamicristo ricchi mercanti Pisani, divenuti nobili per la loro attività bancaria.

La fabbrica quattrocentesca eseguita da Matteo Carnalivari ha una notevole estensione, particolare è il duplice loggiato nella corte interna e, il superbo portale d’ingresso incorniciato da due fasci di bastoni, raccordandosi alle due sovrastanti cornici marcapiano collegate, al centro, da un rombo con le insegne di Guglielmo Ajutamicristo, di proprietà dei Califati di Canalotto attuali residenti per metà, mentre l’altra è stata acquisita dalla Regione Siciliana che intende adibirla a museo.

Lasciata la Via Garibaldi si apre uno strano spazio, piazza della Rivoluzione, così denominata in ricordo dei moti rivoluzionari del 1848.

Intorno alla sua fontana, tardo-cinquecentesca, il popolo additato dagli insorti si radunava per protestare contro i Borboni, ed il “Genio” che la capeggiava diveniva simbolo di libertà, tra le sue mani, i rivoltosi gli ponevano un vessillo tricolore, la quale cosa non faceva piacere al governo borbonico che per evitare queste continue gesta, nel 1852 rimuoveva statua e fontana che furono conservate nei magazzini municipali dello Spasimo.

In questa piazza prima del 1860 vi era impiantato un mercato detto “fiera” da qui il nome di “Fieravecchia” già citato in un tabulario della Magione del 1291 ed al centro di essa esisteva una fontana dedicata a Cerere, trasferita successivamente alla passeggiata della Marina, dove fu distrutta nel 1816, la fontana attuale con la statua del genio si trovava presso il convento dei Mercedari scalzi è vi fu trasferita nella piazza nel 1684, dopo le vicende antiborbonici ritorno al suo posto.

La statua troneggiante di un longevo coronato si erge da un monte roccioso, il cui corpo coperto di tunica, agguanta un grosso serpente tra le mani.

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