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L’ARANCIA “BIONDA” DI SCILLATO

Da diversi anni a Scillato nel piccolo paesino della provincia di Palermo situato ai piedi del versante sud-occidentale del complesso Madonita nel mese di aprile si svolge la sagra dell’arancia, questo pregiato frutto che ci ha regalato la dominazione araba, cresce rigoglioso in questo territorio con una particolare differenza che con il sole della primavera lo rendono succoso e profumato fino a maturazione che s’inoltra fino alla buona stagione.



Bella vero ? :-) E' l'Arancia di Scillato !

Scillato, Xillato da Xilos in greco legno da qui la denominazione di quest’antico borgo medioevale fondato con molta probabilità intorno al 1150, ricco di vegetazione arborea per la presenza copiosa d’acqua: due le grandi sorgenti, quella della zona di Guelfone e l’altra in territorio Agnello che alimentano da numerosi anni la città di Palermo.

Sorge a 220 metri s.l.m. in un delizioso luogo collinare ed ha alle spalle tre fra le più spettacolari vette del gruppo montuoso delle Madonie.

Il comune che conta circa 800 abitanti, ha acquisito la sua autonomia amministrativa nel maggio del 1960, in precedenza dipendeva da Caltavuturo e successivamente da Collesano.

L’area collinare in cui sorge il paese e la presenza dell’acqua hanno favorito l’agricoltura che ha permesso di coltivare ricchi frutteti, producendo: olive, albicocche e agrumi, in special modo arance che rappresentano il volano dell’economia locale.

A Scillato si produce una varietà d’arancia dal colore “biondo” è il biondo di Scillato, un tipo d’arancia “ombelicata” dove si distinguono i generi: Washington Navel, Nareline e Navelate.

Le ombelicate sono così chiamate per quella particolare formazione presente nella parte inferiore del frutto, simile ad un ombellico, e sono conosciute anche come “brasiliane”, queste varietà trovano le condizioni ideali in questa zona collinare di Scillato.

Infatti, a differenza degli aranceti situati in aree pianeggianti come “La conca d’oro”, dove trovarono ampia diffusione e con questo appellativo veniva identificata già nel XVI secolo la piana palermitana, nel territorio collinare, il frutto può ritardare la maturazione.
Un’altra varietà che si produce e che ha una maggiore richiesta è l’arancia “Sanguinello” dalla caratteristica polpa rossa.

Queste ultime, indicate come pigmentate, si differiscono dalle bionde perché contengono nella polpa, in aggiunta ai carotenoidi, altre sostanze coloranti, gli antociani, che conferiscono al succo il caratteristico colore rosso.

Tra il X e il XII secolo gli Arabi introdussero nel Mediterraneo ed in particolare in Sicilia l’arancio amaro a scopi ornamentali per abbellire i loro giardini, ma sicurmente a Palermo arrivò il “portuàlla” dai magrebini portoghesi.

Nel 1500 si diffusero in Europa le arance dolci, aiutati dalle comunicazioni marittime che effettuavano i Genovesi e i Portoghesi.

Ancora oggi la Sicilia è il maggior produttore di questo frutto dopo la Spagna, Grecia e Israele, la terra siciliana s’identifica nell’arancia che è diventata un simbolo diffuso in tutto il mondo.

Il Citrus sinensis (l’arancio) conosciuto fin dall’antichità fu importato dall’Asia orientale (Cina), il nome arancio proviene dall’indiano “naràranga” ed è riferito alla qualità amara, la mitologia è ricca di riferimenti su questo frutto: s’ipotizza che il pomo d’Adamo ed Eva e quello che provocò la guerra di Troia fossero in realtà delle arance.

Nelle tradizioni antiche gli agrumi ed in particolare le arance simbolo di felicità e fertilità per i numerosi spicchi.

Fiori e frutti d’arancio furono il dono di nozze di Giove e Giunone, ed è per questo che il bouquet di fiori d’arancio è entrato nel costume del rito matrimoniale.

L’arancia, frutto di un sempreverde, è un tipo particolare di bacca chiamata “esperidio”, formato dalla buccia che lo ricopre esternamente colorata d’arancione più o meno intenso, ricca di cere ed oli e dalla polpa interna divisa a spicchi contenente ciascuno dei semi, molto succosa.

I fiori bianchi e profumati producono oli essenziali utilizzati come aromatizzanti o in profumeria, a Palermo famosa è la “Zagara di Zuma”, fragranza usata per i neonati.

Frutto dalle rare qualità, possiede un notevole contenuto di calcio, fosforo, ferro, per l’alto contenuto di vitamina C, è considerata un toccasana per la salute.

Molto utilizzata in cucina e in pasticceria, l’arancia non viene tanto apprezzata come spremuta in quanto non è consuetudine dei siciliani ed in particolare dai palermitani, al buon succo fresco si preferisce l’aranciata industriale.

Il succo dell’arancia condisce le “sarde a beccafico”, le carni in genere e la cacciagione, indispensabile complemento d’ogni “cassata”, le scorzette ingentiliscono i famigerati “cannoli”, la scorza grattugiata, aromatizza creme, dolci e gelati, i suoi spicchi si trasformano in ottime insalate,classica è l’insalata di aringhe e arance, un antipasto con due prodotti tipici della Sicilia e di Palermo, il loro abbinamento è quasi naturale perché la Sicilia offre un’ampia panoramica di pesce salato abbinandolo all’agro delle arance.

Le sue scorze profumate aromatizzano diversi liquori italiani e stranieri, anticamente si preparava il “rosolio” dal fragrante aroma.

Le nostre nonne utilizzavano le arance per le converse caserecce o trafitta qua e la da chiodi di garofano, rinchiusa nell’armadio o nei cassetti per profumare i merletti.

La sagra dell’arancia che si svolge nel piccolo centro madonita è un pretesto per trascorrere un giorno nel parco, di cui il comune di Scillato fa parte con 1.990 ettari di territorio, per conoscere le bellezze naturali di questo borgo medioevale con i suoi quattordici mulini disseminati nel suo territorio e alle sorgenti che li fanno funzionare.

Una visita al santuario della Madonna Maria SS. della Catena, patrona di Scillato che si festeggia la penultima domenica d’agosto, concluderà la mattinata con un copioso pasto in una delle tante aziende agricole (al “vecchio Frantoio”).

Il pomeriggio la banda musicale allieterà lo svolgimento della sagra che offrirà a tutti gli astanti, una quantità di questo frutto e la degustazione delle “bionde” e i loro derivati prodotti con le arance di Scillato, famose le “scorzette” preparate con zucchero caramellato.


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