Sei su: Psicologica-mente
73, Rignano Flaminio: facciamo chiarezza L’inchiesta sui presunti abusi sessuali nella scuola di Rignano Flaminio (Roma) ha riacceso i riflettori in modo cruento su una realtà sommersa e terrorizzante di una massiccia e diffusa presenza di pedofili in tutto il territorio nazionale e internazionale e seminato angoscia nei genitori di tutta Italia. L’avvenimento ha creato sconcerto per il luogo (la scuola), per le persone coinvolte (minori di tre anni circa e maestre) per i racconti (abusi, somministrazione di psicofarmaci, videoregistrazioni, riti satanici, ecc.) e, soprattutto, perché in questi casi è difficile stabilire con immediatezza dove sta la verità. Molto si è discusso sulle perizie psicologiche attuate dalla collega Fraschetti allo scopo di stabilire l’attendibilità delle dichiarazioni rese dai bambini e sulla risposta del pool difensivo che giudica la testimonianza dei bambini inficiata dal fatto che i genitori per lungo tempo li hanno sottoposti a domande per stabilire l'entità dei fatti e, questo, potrebbe avere influenzato negativamente la verità delle dichiarazioni. Al di là dell’opinabilità sul valore di un processo mediatico ad altissima tensione giostrato ad arte e senza entrare nel merito del lavoro della magistratura o della collega chiamata ad effettuare le perizie, noi di ‘psicologia e dintorni (che già avevamo evidenziato quanto l’abuso sessuale all’infanzia richieda immediatamente manovre urgenti per riuscire a contrastare un fenomeno non più sottovalutabile www.palermoweb.com/psicologia/mente1.asp?id=43), pensiamo che il rischio di una psicosi del continuo sospettare conduca a interpretare in modo equivoco quei naturali atteggiamenti di tenerezza che gli adulti sani hanno nei confronti dei bambini; ciononostante, non bisogna ignorare quali sono quei segnali di allarme specifici di un abuso patito dal minore, proprio per una corretta informazione per i genitori. Inoltre, proprio sulla vicenda di Rignano Flaminio non confondiamo l’atteggiamento chiaramente non neutrale dei genitori nei confronti dei presunti abusanti poiché, i problemi che si trova ad affrontare un genitore di fronte alla rivelazione di maltrattamenti o di violenza sessuale subiti dal figlio sono difficilissimi, terribili e non facilmente gestibili. Nei casi di rivelazione, quello che sarebbe meglio attuare come comportamento dovrebbe essere volto a riuscire a proteggere il minore dallo stress dovuto ai successivi interrogatori. E’ importantissimo che le rivelazioni siano rese di fronte agli operatori competenti, proprio per evitare che le indagini vengano poi sconfermate dall’avere utilizzato procedure scorrette. Sulla relazione genitori-figli, poi, è bene sapere che il minore vittima di violenza, molto spesso, è troppo piccolo per riuscire a raccontare a parole il terribile avvenimento. Così come, spesso, è costretto dallo stesso abusante attraverso minacce a mantenere il segreto; oppure, il silenzio può essere dovuto al pensiero di fare del male al genitore o a sensi di colpa per quello che è successo. Inoltre, nella rivelazione dell’abuso, non dimentichiamo che il bambino è potenzialmente esposto all'incredulità di noi adulti che, proprio per il terrore che l’idea dell’abuso produce, siamo portati a negare. Qualsiasi adulto all’atto della rivelazione, si trova portato a negare l’evento; però, non dimentichiamo che il minore deve fare uno sforzo notevole per riuscire a vincere il silenzio su un’esperienza traumatica di cui si vergogna e di cui si percepisce, anche se sbagliando (ma lui non lo sa), di essere stato lui il responsabile. Per cui, l’adulto all’atto della rivelazione, deve saper accogliere le parole del minore garantendogli ascolto e insieme protezione. Evitare, inoltre, il fai-da-te per raccogliere la rivelazione che deve essere fatta comunque dal pool di magistrati in presenza di uno specialista psicologo. Da un punto di vista psicologico-clinico, è bene sapere che il minore vittima di maltrattamento mostra una sintomatologia ben precisa che, pur non costituendo la sola prova, è sicuramente un segnale d'allarme. Moltissimi i colleghi che a livello nazionale e internazionale hanno evidenziato indicatori attendibili da interpretare come caratteristici del minore vittima di abuso. Tra gli altri: abbassamento dell’autostima e della naturale gioia di vivere improvvisa difficoltà nelle relazioni affettive con gli altri comportamenti aggressivi e/o distruttivi comportamenti di ritiro paure e angosce fallimenti scolastici e/o cadute del rendimento Nello specifico sul bambino sessualmente abusato oltre ai segni esposti: Interesse inappropriato per l’età verso questioni sessuali Disturbi del sonno, incubi, terrore notturno, enuresi Mimare atti sessuali Ansia, depressione e comportamenti di isolamento Comportamenti seduttivi nei confronti degli adulti Sentimenti relativi al proprio corpo vissuto come sporco o danneggiato Contenuti sessuali o aspetti dell'abuso rappresentati in giochi, disegni o fantasie Condotte delinquenziali, fughe Comportamenti suicidari E' importante sottolineare, inoltre, che l'adulto piuttosto che fermarsi sulle ipotesi derivanti dal riscontro di uno o più indizi o della rivelazione del minore, si rivolga immediatamente alle forze dell’ordine che sapranno fornire le giuste indicazioni. Infatti, i motivi che possono condurre il minore a rivelare un abuso possono essere molti e la stessa rivelazione a volte può essere falsa o viziata dall’interpretazione dall'adulto, anche se il minore ci appare assolutamente credibile. E' necessario, quindi, che siano gli esperti a raccogliere la testimonianza anche perché, qualora il racconto non fosse attendibile, in realtà, questo sarebbe altrettanto un segnale di malessere del minore. Tra le cose da evitare, sicuramente mantenere il più possibile la calma e non avere reazioni eccessive quando il bambino rivela l'accaduto; non forzare il bambino e non mostrarsi arrabbiati per evitare che interpreti i sentimenti dell’adulto come rivolti contro di lui. Non è consigliabile rivolgersi ad un consulente privato poiché la legge prevede comunque che la situazione venga periziata dall'esperto incaricato dalla magistratura. Da un punto di vista psicologico, per salvaguardare la salute psichica del minore (già a gravissimo rischio psichico per l’abuso patito), occorre credere alle parole, ai disegni e a tutte le modalità che il minore può utilizzare per segnalare il terribile avvenimento; trasmettergli positività per il fatto che ha trovato il coraggio di rivelare cosa gli è accaduto. Sugli accorgimenti tecnici, rivolgersi immediatamente al Tribunale per i Minorenni o alle questure e chiedere che la prima audizione del minore avvenga alla presenza, oltre che del magistrato, anche dello specialista psicologo, in modo da ridurre il più possibile il numero degli interrogatori futuri del minore. Sulla possibilità, poi, di potere capire in anticipo un potenziale pedofilo, in realtà non esistono segni rivelatori anche se, un adulto che passa troppo tempo con un minore senza un motivo attendibile deve fare preoccupare. Il pedofilo, tra l’altro, è una persona astuta, lucida e camaleontica. Sulla capacità di simulare, basti pensare al fatto che la realtà mostra addirittura la presenza in tutto il mondo di una vera e propria ‘cupola’ di pedofili. Infatti, molto spesso, il pedofilo non agisce mai da solo. Inoltre, è errato fare crescere i bambini col terrore degli estranei (anche perché il 90% dei reati avviene in famiglia) ma insegnargli a parlare e a raccontare le situazioni in cui si sono sentiti a disagio a opera di adulti. Se un bambino dice che una persona è cattiva e non vuole più andare in un posto è necessario approfondire il perché. Se il genitore ha dei sospetti si rivolga agli esperti. Ma non provi a raccogliere le informazioni rese dal minore da solo, proprio per evitare che il colpevole venga poi assolto. D.R.
<<Indietro
Psicologia & dintorni è un sito: ©PalermoWeb.com - Info e contatti qui >