Home Archivio Link Utili Chi siamo
Rubriche News In forma Info Salute Prevenire
Strutture Private Pubbliche> Sicilia Palermo

 

Tumore del polmone: terapie

Argomento tumore polmoni:

La medicina personalizzata: un punto di svolta nella lotta contro i tumori

Il concetto di medicina personalizzata si basa sul principio secondo il quale gli aspetti individuali del paziente sono determinanti nella scelta delle terapie.

Fattori specifici del singolo paziente, come il tipo di malattia e l’anamnesi, l’età, i fattori ambientali e anche le sue preferenze, sono sempre stati considerati nella scelta di una terapia.

Ma i progressi nella comprensione scientifica delle patologie, e in particolare quelli legati alla conoscenza dei meccanismi molecolari, hanno reso possibile in misura crescente includere nella scelta dell’opzione di trattamento anche la conoscenza del codice genetico delle cellule tumorali del paziente.

In anni recenti sono state scoperte molte anomalie genetiche responsabili dello sviluppo e della crescita di un tumore e sono stati sviluppati molti test diagnostici per individuarle nei pazienti.

Alla luce delle nuove conoscenze, il cancro non è più considerato un’unica malattia, bensì come un insieme di malattie, ognuna con caratteristiche specifiche, caratterizzata da specifiche alterazioni molecolari.

Grazie alla possibilità di scoprire il gene mutato e la presenza di questo nella neoplasia del singolo individuo, si è aperta la strada allo sviluppo di nuove classi di farmaci mirati a determinate alterazioni geniche. Farmaci biologici capaci di bloccare l’anomalia molecolare che causa la crescita incontrollata delle cellule neoplastiche e la loro diffusione. Tuttavia alcuni di questi farmaci possono essere utilizzati solo nei pazienti che presentano l’alterazione molecolare specifica.

La medicina personalizzata, definita anche “targettizzata”, “individualizzata”, “ritagliata” o “mirata”, è entrata a tutto tondo in ogni branca medica, con risvolti positivi sui pazienti (efficacia, adesione al trattamento e successo terapeutico), sui sistemi sanitari (efficienza e appropriatezza dei trattamenti) e sui trial clinici, perché questo approccio assicura l’arruolamento di pazienti con specifici sottotipi tumorali che possono essere studiati a costi ridotti e per brevi periodi.

La medicina personalizzata non significa che ciascun paziente riceve una terapia su misura per lui, ma che i farmaci utilizzati sono specifici per determinati gruppi di pazienti il cui tumore presenta lo stesso assetto genetico.

Il sequenziamento del genoma umano

Nell’arco di un decennio l’approccio della medicina personalizzata ha reso disponibili una serie di terapie mirate grazie alla convergenza tra i progressi nella conoscenza dei meccanismi molecolari e lo sviluppo di nuove tecnologie.

Il sequenziamento del genoma umano è una pietra miliare nella ricerca genetica del XXI secolo e lo è anche per la terapia antitumorale. Questo perché la crescita del cancro è causata da anomalie genetiche che trasformano cellule sane in cellule tumorali. Da quando si è riusciti a decodificare il genoma umano, i ricercatori sono impegnati a determinare quali anomalie del gene possono innescare o favorire la crescita e lo sviluppo del cancro.

I tumori si classificano in diversi sottotipi e sottogruppi, ognuno con un distinto profilo genetico e questo permette di far comprendere ai pazienti che possiedono quello specifico sottotipo e la caratteristica anomalia genetica, che le risposte individuali a un certo trattamento possono essere molto diverse da paziente a paziente, da un cancro all’altro.

Lo sviluppo delle cellule tumorali

I test

Negli ultimi anni sono stati messi a punto una serie di test diagnostici in grado di mostrare se le cellule tumorali di un paziente presentano specifiche mutazioni genetiche coinvolte nella crescita del tumore. Questi biomarcatori tumorali non sono utilizzati solo per la diagnosi ma per determinare se un particolare trattamento potrà essere efficace o meno su un determinato paziente.

Il tumore del polmone è stato uno degli obiettivi più importanti per questo tipo di ricerca genetica. Per esempio, alcuni pazienti con una specifica forma di carcinoma polmonare, il tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC), possono presentare una mutazione del gene ALK. In questo caso possono essere candidati a terapie mirate specificamente sul prodotto di questa mutazione che non sono invece indicate per pazienti con NSCLC che non presentino la mutazione ALK.

Attualmente i test utilizzati sono i seguenti:

·          test di immunoistochimica (IHC): usa anticorpi per scoprire specifiche proteine alterate presenti sulla membrana di superficie delle cellule tumorali;

·          test della Fluorescenza In Situ Hybridisation (FISH): sfrutta la fluorescenza su alcune sequenze di DNA. Utile per scoprire il riarrangimanto (ossia il cambiamento di posizione) di uno o più geni. Permette di identificare tumori polmonari non a piccole cellule che hanno una specifica alterazione del gene ALK la cui incidenza varia dal 3 al 5%;

·          test del sequenziamento genico che scopre mutazioni del DNA come BRAF.

Alcune mutazioni di geni associate ai tumori

KRAS

La mutazione del gene KRAS è riscontrata in circa il 25% degli adenocarcinomi (un tipo specifico di cancro del polmone) e in circa il 40% dei tumori del colon-retto.

BRCA

Due delle prime mutazioni che si è scoperto essere associate al cancro
erano mutazioni del gene BRCA: BRCA1 e BRCA2.
Le donne con questi geni hanno una probabilità del 50-80% di ammalarsi di tumore del seno nel corso della loro vita.

KIT (CD117)

Le mutazioni del gene KIT sono associate a molti tumori, tra cui tumori stromali gastrointestinali, seminoma testicolare, melanoma e leucemia mieloide acuta.

ALK

Aberrazioni del gene ALK che portano alle proteine di fusione ALK sono state identificate nel carcinoma del polmone non a piccole cellule (NSCLC). Queste proteine di fusione sono in grado di attivare in modo permanente alcune vie di trasmissione del segnale, favorendo in questo modo la crescita del tumore.

PIK3CA

PIK3CA è un gene che, in presenza di mutazione, può attivare vie di trasmissione del segnale coinvolte nella crescita del tumore del polmone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sviluppo di farmaci oncologici mirati

L’approccio della medicina personalizzata ha reso possibile lo sviluppo di nuove terapie mirate sui prodotti dei geni anomali all'interno delle cellule tumorali.

Medici e ricercatori ora sanno che il patrimonio genetico di un tumore varia non solo in base al tipo di carcinoma (ad esempio al seno o ai polmoni), ma anche in base al suo sottotipo. Per esempio, ci sono almeno sei diversi sottotipi di cancro ai polmoni, ognuno dei quali ha un profilo genetico diverso. Questo permette di spiegare perché i pazienti con un particolare tipo di cancro possono avere risposte molto diverse alle terapie mirate. Tali farmaci mirati sono già stati sviluppati per i pazienti con alcuni tipi di cancro al polmone, al seno e con leucemia. Numerose altre terapie di questo tipo contro il cancro sono in sviluppo e per alcune di queste i trial clinici sono già in fase avanzata.

Le terapie personalizzate del tumore del polmone

Allo stato attuale delle conoscenze, quando si parla di trattamenti somministrati solo se è presente l’evento molecolare patologico, ci si riferisce a un “kit”: il test e il farmaco mirato.

Le terapie dipendono strettamente dal tipo di tumore del polmone, dal grado di diffusione al momento della diagnosi e dalle condizioni generali di salute del paziente.

Generalmente il microcitoma, carcinoma del polmone a piccole cellule (SCLC), viene trattato con chemioterapici (ce ne sono ormai diversi) da soli o in combinazione, possibilmente con la radioterapia, ma non si opera quasi mai in quanto si tratta di un tumore molto aggressivo e quasi sempre diagnosticato ad uno stadio molto avanzato.

Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) di cui l’adenocarcinoma è il tipo più comune, può essere trattato con la chirurgia, poi con la chemio e/o la radioterapia prima o dopo dell’intervento (adiuvante o neoadiuvante).

In alcuni casi si possono utilizzare i farmaci biologici, anticorpi monoclonali (bevacizumab) antiangiogenici, che agiscono contro il fattore di crescita vascolare endoteliale; e piccole molecole (gefitinib, erlotinib, afatinib, crizotinib) che agiscono su specifiche mutazioni genetiche.

 


 PalermoWeb NEWS - Reg.Trib. Pa. n.26-17/09/07 - 1999-2015©Copyright PalermoWeb - Direttore: Rosalinda Camarda