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<<1^ parte
Alcuni grossi massi e il
pericolo di sollevare sospensione costringono a nuotare sollevati
dal fondo e inoltrandosi la visibilità si mantiene discreta almeno
per una ventina di metri. Poi una roccia più grossa delle altre,
con una strana forma ricurva, toglie ogni residuo passaggio di luce
e costringe a muoversi nella completa oscurità.
Le
lampade illuminano un ambiente costituito da pareti spoglie di ogni
forma di vita vegetale e gli incontri con i pochi
"abitanti" del luogo sono rari: pochi gamberi del tipo
"stenopus" più avvezzi a queste modeste profondità,
qualche sarago più intraprendente e c'è chi dice di aver fatto la
conoscenza di murene e di gronghi nascosti tra i grossi ciottoli del
fondo.
Mentre si procede, le bolle che
salgono in superficie segnalano che il livello dell'acqua si abbassa
gradualmente e una rapida emersione conferma di essere già nel
tratto della grotta in cui la volta si alza per lasciare spazio tra
il pelo dell'acqua e la volta rocciosa.
Si può quindi procedere per un terzo
del percorso (complessivamente di una settantina di metri)
respirando naturalmente con la testa in superficie.
Poi l'emozionante scoperta di poter
approdare su una spiaggetta di sabbia convergente verso il fondo
della cavità.
Continua parte 3^>> |