<<2^parte
Cominciate
a scendere lentamente senza lasciarvi prendere dalla voglia di
toccare il fondo; mantenetevi entro i -40 e godrete il massimo dello
spettacolo con la più lunga permanenza consentita da queste
profondità. Scegliete inoltre di seguire la parete procedendo verso
nord perché è in questo tratto che il fondale è più ricco,
badando come di prassi a svolgere l'immersione dal basso verso
l'alto (in questo caso in senso obliquo) in modo da ritrovarvi
gradatamente e con margini adeguati dal limite di non decompressione
sul bordo della parete nel punto dal quale siete partiti (un altro
consiglio: lasciate un sacchetto di plastica pieno d'aria a
segnalarvi questo punto prezioso e abbiate l'accortezza di
recuperarlo prima di risalire).
Garantito che nei dieci minuti o poco
meno che trascorrerete in parete avrete percorso il tratto più
suggestivo dopo il quale la vegetazione si dirada, i colori si
stemperano, l'animazione del paesaggio perde la vitalità
dell'inizio. Sfruttate bene quindi quei pochi minuti di sospensione
nel vuoto per scrutare con le lampade sotto i piccoli tetti di
roccia, tra i fili delle reti ancora impigliate tra i massi del
fondo e le rientranze; vi troverete cespugli di margherite di mare (parazoanthus
axinellae), stelle marine rosse, piccole aragoste e la testa
imbronciata di qualche murena che non vuole essere infastidita
nemmeno dai raggi delle torce. Agli appassionati di fotografia
diciamo di programmare più di una discesa in questo punto per
coglierne le occasioni di immagini ravvicinate e non, macro, e
avendo un/a modello/a disponibile le possibilità di ritratti e di
foto d'insieme. Insomma ce n'è da poter accontentare tutti ma…
occhio agli strumenti perché qui il tempo passa veloce e la
risalita richiede il ritorno all'ancora se si vuol fare le cose come
si deve.
Ok allora? Sognate gente, sognate e
ancora una volta se la voglia vi prende e gli amici giusti vi
mancano, noi di Easy Dive Adventure siamo qui pronti a darvi
compagnia.
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