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Per prepararci fisicamente alle immersioni  possiamo vederci alla Body Star !

IL RELITTO DELLA "ELPIS I" - II parte

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Lasciamoci guidare quindi da chi ne conosce la posizione ed è in grado di farci avere i necessari permessi e poi giù a goderci quest'esperienza entusiasmante. L'immersione comincia solitamente dalla poppa della nave dove la concrezione di spugne arancione che ricopre l'elica e il fondo dello scafo offrono occasioni splendide per chi ama la fotografia subacquea. Poi si segue la fiancata di dritta e si sale sino al castello di poppa che con le sue numerose aperture invita ad avventurarsi con le dovute cautele all'interno. La sensazione è tra le più emozionanti che una ricognizione di un relitto possa offrire perché il buio dei locali è tagliato quasi "ad arte" dai numerosi raggi di luce che filtrano dall'alto e sono tanto più intensi quanto più è vicina la superficie dell'acqua; gli effetti di controluce quasi scoraggiano il desiderio di usare le torce per cercare nell'oscurità oggetti o particolari interessanti mentre le bolle degli erogatori finiscono per infrangere quell'atmosfera di mistero e di pace che regna dappertutto. Il mare ha reso tutto più coinvolgente dando colori al metallo più scuro, forme aggraziate alle lamiere più spigolose e taglienti, animando l'interno e l'esterno di questo grande fantasma d'acciaio di una fauna in continuo movimento.

L'emozione dell'esplorazione dei corridoi e delle stive lascia il posto dopo un po' al desiderio di "scoprire" l'area di coperta e anche qui i particolari interessanti non mancano specie nel castello di prua dove tra argani, catene e altri varchi di accesso all'interno le occasioni fotografiche e di ricostruzione degli eventi di quel tragico gennaio del '78 accendono l'osservazione meticolosa di qualunque subacqueo.

Si aggiunga il fascino che lo splendido manto di vegetazione marina ha saputo creare nel tempo trascorso e che risalta nelle forme di organismi come gli spirografi e i parazoanthus sparsi in ogni angolo. Poi immancabile scatta la voglia di osservare la nave come fosse ancora in navigazione e, quasi a voler girare un documentario, ci si allontana dalla prua per ammirarne da lontano tutta l'imponenza della sagoma scura.

E' un momento di grande emozione accresciuta dalla circostanza per cui la forte luminosità del luogo e la trasparenza dell'acqua rendono possibile guardare distante e misurare con lo sguardo le dimensioni di questo relitto a cui il tempo ha regalato un'atmosfera di indubbio fascino e suggestività.

Non perdetevi quest'esperienza ma attenzione a scegliere le migliori condizioni per godere l'immersione il che vuol dire programmarla con condizioni di sole e di limpidezza dell'acqua ideali per darvi il massimo del piacere; evitate giornate di forti venti da sud che agitano il mare su questo fronte dell'isolotto della Formica rendendo anche difficili gli ancoraggi e poi non dimenticate di scegliere dei buoni compagni di immersione perché quella della Elpis è una delle discese più "dispersive" in cui ciascuno si lascia prendere da interessi e curiosità diverse dimenticando spesso con chi divide il piacere dell'esplorazione. Per il resto…godetevela e un profondo abbraccio a tutti

Umberto Trapani

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