18 persone su 100 soffrono di malattie mentali

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ROMA. Il 18% della popolazione ha sofferto di una malattia mentale nel corso della vita e il 7,3% nell’ultimo anno. E’ quanto emerge dallo studio “Stigma, depressione e altre patologie psichiatriche” realizzato da Antonio Tundo, della commissione Salute del dipartimento Pari opportunità della presidenza del Consiglio, e presentato al VI Forum internazionale della Salute (Sanit).

In particolare dall’indagine risulta che è la depressione ad essere la patologia più comune, “con il 10% di persone che ne ha sofferto nel corso della vita e il 3% nell’ultimo anno”. Il fenomeno, spiega Tundo, “risulta più diffuso tra le donne e tra coloro che vivono nelle regioni del Sud o sulle isole”. Più in generale si stima che i costi sociali per le malattie mentali in Europa ammontino a 240 miliardi di euro e che il 44% di questa spesa sia attribuibile alla sola depressione.
“Cifre – conclude l’esperto – pari a quelle sostenute per il cancro o per le patologie cardio-vascolari”.

“La salute delle donne – ha affermato il capo del Dipartimento delle Pari opportunità, Isabella Rauti – è un paradigma rivelatore del livello di civiltà e sviluppo di un Paese”. Proprio per questo, “consapevole dell’importanza e della delicatezza della materia, il ministro Carfagna ha costituito a ottobre 2008 una Commissione di Studio sulla Salute”.

Oltre al fenomeno delle patologie mentali, le questioni che in questi mesi sono state affrontate dalla Commissione, ha spiegato il presidente, professor Lucio Vizioli, riguardano la protezione dell’infanzia e della donna, il contenimento dei tagli cesarei e l’accesso alla sanità per le immigrate.
Isabella Rauti ha anche ricordato che, presso il Dipartimento, è istituita la Commissione per la prevenzione e il contrasto delle pratiche di mutilazioni genitali femminili.

“Il Ministero per le Pari Opportunità – ha precisato il capo di Gabinetto, Simonetta Matone – è dunque impegnato su diversi fronti e ha già avviato iniziative sulla questione della salute delle donne. Ma ci dobbiamo ricordare che quello alla salute è un diritto fondamentale che deve essere garantito a tutti i cittadini, uomini e donne, bambini, anziani ed immigrati, eliminando ogni tipo di discriminazione”. (ANSA)

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