Appropriatezza, unità di misura dei percorsi diagnostico-terapeutici

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Intervista ad Annamaria Moretti, Direttore Unità Operativa Malattie Apparato Respiratorio, Policlinico di Bari

Cosa significa esattamente appropriatezza terapeutica dal punto di vista clinico?

L’appropriatezza terapeutica è la misura di adeguatezza rispetto alle esigenze del paziente-persona e al contesto sanitario. Tale misura si basa sulla valutazione dei criteri di efficacia, sicurezza ed efficienza. L’appropriatezza prescrittiva non può prescindere dall’indicazione del farmaco, ma deve tener conto, al fine di una riduzione dell’errore prescrittivo, anche di differenze di età, di genere, presenza di comorbilità, delle interazioni farmacologiche e non (vedi interazioni con alimenti comprese le bevande). Obiettivo dell’appropriatezza è inoltre migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria ottimizzando il rapporto costo/beneficio per il controllo della spesa.

Qual è l’impatto dell’appropriatezza di genere rispetto a una determinata area terapeutica, come ad esempio quella delle malattie respiratorie?

Nell’ambito delle malattie respiratorie non si dispone attualmente di dati scientifici sufficienti per una corretta valutazione dell’appropriatezza. In tale ottica è stato costituito presso l’AGENAS un tavolo tecnico per la valutazione delle differenze di genere e dell’appropriatezza prescrittiva in ambito respiratorio. Attualmente sono in corso di valutazione alcune patologie a largo impatto sulla popolazione quali: asma bronchiale, BPCO, fibrosi polmonari, embolia polmonare, neoplasie polmonari.

Può illustrarci meglio la correlazione tra genere e malattie dell’apparato respiratorio?

L’incidenza della BPCO, così come il tumore al polmone, è correlata alla consuetudine al fumo; pertanto, l’aumento delle donne fumatrici sta incrementando nettamente la diffusione della patologia nel genere femminile, mentre per gli uomini si sta stabilizzando, per una minore abitudine al tabagismo che si sta riscontrando nel genere maschile.
Anche per quanto riguarda il tumore al polmone che nei maschi è strettamente correlato all’abitudine tabagica, stiamo riscontrando non solo un incremento nella popolazione femminile, ma anche che il numero di donne con questo tumore sta uguagliando quello riscontrato nella popolazione maschile. Questa è una doppia prova che indica che l’aumento non è occasionale, ma è determinato da un nuovo stile di vita – il fatto che le donne fumano di più – che rientra dunque a pieno titolo nel modello di medicina bio-sociale, che il determinante genere sostiene.

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