COME AFFRONTARE ANSIA, FOBIE E ATTACCHI DI PANICO

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ANSIA, FOBIE E ATTACCHI DI PANICO: I DISAGI PIÙ DIFFUSI DELL’EPOCA MODERNA

Le informazioni riportate in questo articolo e le note cliniche riferite non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza l’esplicito parere dell’esperto in psicologia; il presente articolo, infatti, non svolge funzioni che possano essere considerate come sostitutive dell’attività diagnostica e della progettazione di intervento psicologico complessa sui disturbi d’ansia.

CONSIDERAZIONI INIZIALI

Nel 1929 Freud pubblicava ‘Il disagio della civiltà’ spiegando come l’origine del malessere psichico fosse da rintracciare in un eccesso di repressione delle spinte personali.

Oggi, però, viviamo in un’epoca dove la libertà del proprio Io e la ricerca del ben-essere individuale e sociale sono requisiti fondamentali nella strutturazione della personalità. E’ lecito, quindi, chiedersi da cosa deriva il malessere psicologico moderno; come è possibile che nonostante le persone siano libere da condizionamenti autolimitanti ugualmente scaturiscano dei sentimenti così forti e intensi da invalidare quel naturale fluire che definiamo vivere?

Prima di addentrarci nelle utili considerazioni psicologiche sui disturbi d’ansia, per una visione di insieme, sarà utile considerare come i fattori di una società apparentemente preoccupata del benessere degli individui (e che produce sentimenti di incertezza notevole anche attraverso la crisi attuale dello stato sociale e dall’indebolimento delle istituzioni che appaiono incapaci di garantire protezione e sicurezza) abbiano prodotto un narcisismo esasperato che si traduce in un peso individuale proprio della libertà di potere scegliere infiniti percorsi in un mondo dominato dalla preoccupazione, dall’individualismo eccessivo e dalla solitudine relazionale.

Osservatori contemporanei del disagio della post-modernità come Elena Pulcini, Salvatore Veca e Zygmut Bauman, sostengono, che alla base dei disagi accomunati da un predominio dell’angoscia, vi siano relazioni sentimentali e amicali sempre più precarie e ipocrite.

E’ indubbio, infatti, che è aumentata nelle persone la percezione di sentirsi soli.

Occorre, quindi, considerare l’importanza di riuscire a garantirsi nella vita relazioni veramente autentiche, poiché, essendo l’uomo naturalmente portato alla connessione con gli altri, è proprio attraverso gli altri che ottiene quel senso di riconoscimento del suo sé più profondo. Quindi, se l’incontro, lo sguardo e l’interazione con gli altri si fondano su un riconoscimento della propria identità individuale come provvisorio e temporaneo si viene a deformare il reale sentire emotivo producendo, in questo modo, sentimenti di confusione, ansietà e instabilità estrema.

Così, se la sfera relazionale è connotata dall’emergere di un individualismo edonista e narcisista soltanto preoccupato della propria autorealizzazione e soddisfazione egoistica dei propri bisogni, ciò condurrà, inevitabilmente, a pesanti carichi di stress e angoscia estrema.

AFFRONTARE I DISTURBI D’ANSIA

Sull’efficacia degli interventi psicosociali terapeutici efficaci nel trattamento dell’ansia, nel 1999 Nathan, Gorman e Salkind, psicologi professionisti americani, riportavano ampi risultati positivi ottenuti attraverso l’utilizzo, insieme all’intervento psicologico, della Biblioterapia.

Per questo motivo, tra i numerosissimi volumi presenti sul mercato, ci sembra utile consigliare il testo del collega Alain Braconnier, autore di “Piccoli o grandi ansiosi? Come trasformare l’ansia in una forza” e dirigente del centro di psicologia Philippe-Paumelle a Parigi.

Braconnier definisce la salute psicologica come la capacità dell’individuo di possedere una gamma di possibilità di pensiero e azione sufficientemente ampia per affrontare e sentirsi a proprio agio di fronte a qualunque situazione.

Individua, inoltre, tre tipologie caratteriali negli ansiosi

Creativi:

sono persone ‘impaurite’ con una spiccata tendenza pessimistica su se stessi e sugli altri. Timidi, con bassa autostima, quasi prigionieri di pensieri invalidanti che li fanno vivere in perenne angoscia e frustrazione

Riflessivi:

sono persone ‘preoccupate’ che vedono spesso se stessi e gli altri in modo ambivalente. Indecisi, dubbiosi e passivi anche se dotati di acutezza nel comprendere se stessi e gli altri.

Combattivi:

sono persone con tratti fortemente ‘inquieti’ che vedono se stessi in modo notevolmente positivo rispetto a come percepiscono gli altri. Sono sempre alla ricerca della perfezione e del controllo.

Nello specifico sui disturbi d’ansia, occorre anzitutto precisare le differenze tra angoscia, ansia e stress. Infatti, sebbene etimologicamente i tre termini hanno origini comuni, indicano stati d’animo diversi. Consigliamo di leggere anche gli altri articoli presenti nella sezione ‘Psicologia e salute’ sui disagi ansiogeni.

L’ansia consente di fronteggiare le sfide della vita manifestandosi come tensione positiva e carica psicologica. Nel momento in cui, però, si supera un naturale livello di attivazione da stimolo per far fronte agli eventi diviene angoscia paralizzante destabilizzando letteralmente il quotidiano.

E’ utile, da un punto di vista essenzialmente diagnostico, distinguere tra ansia cronica o disturbo d’ansia generalizzato e ansia acuta e violenta o attacco di panico.

I principali sintomi psicoemozionali dell’ansia sono:

• Tensione

• Indecisione

• capacità di attenzione e concentrazione ridotti

• difficoltà nel sonno

tra i sintomi organici.

• Debolezza

• Giri di testa

• Tachicardia

Esiste, quindi, un’ansia che può essere considerata positiva e produttiva nel momento in cui permette di avvertire un ‘pericolo’ e di agire il comportamento più idoneo per fronteggiarlo.

Per superare da soli la propria ansia dipende dal tipo di stato ansioso

Quando non si è in grado di agire, di sfruttare completamente e in modo produttivo, positivo e propositivo le proprie capacità e risorse di pensiero si è di fronte ad una sofferenza molto elevata.
In questo caso è opportuno rivolgersi ad un professionista specialista nelle relazioni di aiuto.

CONSIGLI PSICOLOGICI

In ambito psicologico è condivisa l’evidenza empirica che l’ansia rappresenta un segnale che il nostro Io utilizza per comunicare che in quel momento qualcosa non va.
Chiaramente vivere costantemente limitati dalle ferite del passato o ossessionati dal futuro crea un effetto soffocante che pone come risultato finale quello di ridurre le capacità di fronteggiare la realtà e il presente.

Tutti i metodi psicologici messi a punto nel trattamento dei disturbi d’ansia consigliano la priorità di riuscire a controllare pensieri e ricordi invalidanti creando in sè uno spazio dedicato al presente e alla consapevolezza.

L’invito a ‘vivere nella consapevolezza’ che proviene dagli studi psicologici intende riuscire a liberarsi dalla deformazione prodotta dalla mente ancorata ancora a ricordi o cicli incontrollabili di idee negative che impediscono di ‘fare spazio dentro di sé’ per ascoltare le proprie emozioni e necessità e agire ispirati da pensieri brillanti, idee innovative e obiettivi nobili per trovare il coraggio e la costanza necessari a realizzare obiettivi e sogni.

Disattivare i processi mentali negativi libera la mente e mette autenticamente un freno ai comportamenti ossessivi.

TESTIMONIANZE

G. professione: poliziotto

[…] mio nonno era poliziotto e sin da piccolo volevo fare questo mestiere per mettere in galera i cattivi […] oggi sono sulle macchine che percorrono la città a sirene spiegate e […] quando dalla sala operativa arriva la chiamata parte l’ansia […] che mi fa capire cosa fare in anticipo […] mi spinge a lavorare meglio […] il contatto quotidiano con il pericolo mi spaventa ma mi aiuta ad amare ancora di più mia moglie e le mie figlie […] .

C. professione: autista ambulanze

[…] in questo lavoro l’angoscia che mi piglia non è quella di morire ma quella di riuscire a superare anche quei pochi minuti che possono fare in modo che arrivo PRIMA DELLA MORTE […] è diventato una fissazione […] ancora oggi quando non sono arrivato in tempo rifaccio lo stesso percorso in macchina per capire dove ho sbagliato o cosa mi ha fatto rallentare […] quando non ci siamo riusciti allora l’angoscia non mi abbandona per tanto tempo.

T. professione: medico generico

[…] mi trovo di fonte molti dei miei assistiti in preda all’ansia devo prescrivere ansiolitici, con moderazione ovviamente, in modo da potergli dare un sollievo immediato e alleviare la sofferenza. Il problema è che molto spesso mi rendo conto che diventano una vera ancora di salvataggio e le persone non riescono a farne a meno […] si instaura una vera e propria dipendenza anche se a conoscenza degli effetti negativi dell’abuso cronico […]

NO ALLA MEDICALIZZAZIONE DELLA VITA

Le statistiche sull’uso di psicofarmaci (antidepressivi, ansiolitici, tranquillanti, sonniferi) sono davvero allarmanti.

Gli psicofarmaci alleviano la sofferenza ma non definiscono il benessere psichico.

Occorre avere consapevolezza di sé per ascoltare la propria sofferenza e rispondere in maniera davvero adeguata.

E’ importante sapere che a lungo andare la maggior parte degli psicofarmaci perde l’efficacia e che alleviano la sintomatologia dei disturbi d’ansia ma non ne risolvono le cause.

L’intervento psicologico può permettere di comprendere e capire meglio il come è perché del sintomo in modo da trovare in se stessi le modalità più opportune per fronteggiarlo.

CONSIGLI PER FAMILIARI E AMICI

1. dialogare e non giudicare

2. comprendere i meccanismi e le sue paure

3. allentare la tensione emotiva

4. trasmettere protezione e sostegno

5. soffermarsi sulla positività del vivere

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