Ecco come ho imparato ad amare il sole a tutte le latitudini senza rischiare la pelle

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Intervista a Licia Colò
Conduttrice televisiva
Madrina della campagna “Il Sole per amico”

Perché ha deciso di sostenere la campagna “Il Sole per amico”?
Mi sento particolarmente vicina ai messaggi di questa campagna, anche perché al sole mi scotto facilmente a causa del mio fototipo chiaro. Il sole è bellissimo e fa bene alla nostra salute ma può essere anche causa di molti problemi, il più importante dei quali è senza dubbio il melanoma, il più pericoloso dei tumori cutanei. Quasi vent’anni fa mi trovavo in Australia per motivi di lavoro e ricordo di avere visto sulle spiagge persone e cartelli che facevano circolare avvisi del tipo “attenzione, proteggete la pelle dal sole”, oppure “non esponetevi al sole senza adeguata protezione”. Per me, che arrivavo dall’Italia, si trattava di una novità: a quei tempi non si parlava di prevenzione, gli stessi medici non parlavano dei rischi legati ad una esposizione eccessiva e non adeguatamente protetta. Oggi io stessa ho maggiore consapevolezza del problema e penso che questa campagna sia una grande opportunità per diffondere, tra la popolazione, una corretta informazione su come godersi il sole senza danneggiare la pelle e rischiare la vita. Il tema mi riguarda molto da vicino anche per la mia personale familiarità per i tumori cutanei, tanto che ogni anno mi sottopongo ad uno screening accurato dei nei dal dermatologo. Inoltre trovo che la campagna “Il Sole per amico” sia davvero ben fatta, non allarmistica ma intelligente, come dovrebbero essere tutte le campagne che riguardano la prevenzione primaria. Il sole non è un nemico, è un amico al quale avvicinarsi con buon senso.

Secondo lei quanto sono informati i cittadini su questo tema? Perché un messaggio così semplice come quello di proteggere la propria pelle durante l’esposizione ai raggi solari non è ancora diventato patrimonio comune? Quale ruolo rivestono i media nell’educare alla salute?
In genere la popolazione è poco informata su questi temi: io stessa prima di alcune vicende familiari sapevo poco di melanoma e non mi rendevo ben conto di come il sole, preso senza adeguata protezione, possa nuocere alla pelle. Il melanoma è subdolo, si mimetizza su una pelle che non è mai omogenea, s’insinua e non ce ne accorgiamo. Non ci rendiamo conto del problema perché siamo molto “visivi” nei confronti del pericolo: se vediamo un treno avvicinarsi siamo consapevoli del pericolo e ci allontaniamo, ma il tumore della pelle ¬– se non hai un occhio esperto o sensibilizzato – è difficilmente riconoscibile e, quindi, non temuto. Esiste anche un fattore culturale che può giocare un ruolo importante: il sole è legato all’idea di salute e di bellezza, essere abbronzati è sano, non c’è dubbio. Quel che manca è l’informazione corretta: l’abbronzatura è bella se protetta, perché, oltre a donarci un bell’aspetto, non mette in pericolo la salute della nostra pelle. Proteggersi dai raggi solari e proteggere i nostri figli sin da piccoli è una questione di conoscenza oltre che di buone abitudini. I media potrebbero avere un ruolo cruciale nella comunicazione e nella diffusione di queste informazioni e si dovrebbe investire di più in campagne come questa perché il melanoma continua ad aumentare a dismisura specie tra i giovani, con costi altissimi dal punto di vista economico ma, soprattutto, di vite umane.

Lei ha viaggiato molto nel mondo e si è trovata spesso in situazioni nelle quali era esposta ai raggi solari, anche in zone tropicali, per molte ore. Quali sono le strategie che utilizza per proteggere la sua pelle molto chiara e sensibile?
Sono sincera, fino a qualche anno fa non prestavo attenzione a particolari situazioni di pericolo per la mia pelle: da sempre soffro molto il caldo e quando il sole era troppo forte mi limitavo a indossare il cappello, ma non ero molto attenta rispetto all’uso di creme con filtro solare. Con il passare del tempo ho cambiato però le mie abitudini, ho iniziato ad informarmi e sono diventata molto più consapevole. Oggi mi proteggo sempre con creme ad alta protezione e, naturalmente, continuo ad indossare il cappello e gli occhiali da sole. Sono molto attenta anche a proteggere la mia bambina. Con i più piccoli al mare è un po’ più difficile: si bagnano continuamente, bisogna essere costanti, applicare e riapplicare più volte il solare e non esporsi nelle ore più calde. Accortezze da usare anche se si va in montagna!
Qual è il suo rapporto con il sole? Oltre all’esposizione legata a motivi professionali ama prendere il sole?
Per me sole significa vita; io che adoro i Paesi Scandinavi ad esempio, non potrei pensare di vivere lì per il poco sole che c’è per sei mesi l’anno. Adoro prendere un po’ di sole e abbronzarmi leggermente e mi espongo soprattutto in primavera quando i raggi UV sono meno intensi e più gradevoli. D’estate avverto che il sole mi procura dei fastidi, la mia pelle brucia, dopo la prima esposizione compare subito l’eritema. Quindi, nei mesi più caldi, mi riparo il più possibile all’ombra e comunque proteggo la pelle. Ho chiesto spesso al mio dermatologo il motivo di questa reazione cutanea ai raggi solari e mi ha risposto che la pelle ha buona memoria. Negli anni mi sono accorta di averla trascurata molto: non mi proteggevo quando ero al sole, la cute iniziava a spellarsi dopo qualche giorno e l’abbronzatura scompariva in poco tempo. Adesso ho capito che il segreto è proteggersi sempre con prodotti adatti, indossare anche una maglietta leggera, il cappello e gli occhiali. Non ho più fastidi, non mi spello più e l’abbronzatura dura molto a lungo. Ma soprattutto non rischio la vita e del sole prendo solo i benefici.

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