Gender Innovation, con i giovani ricercatori per una medicina sempre più personalizzata

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Intervista a Delia Colombo Responsabile Early Products, Market Access, Novartis Farma

Perché Novartis ha deciso di sostenere SIF nella realizzazione del premio Gender Innovation?

L’impegno di Novartis nasce dalla volontà di creare le condizioni per contribuire a sviluppare una nuova forma mentis nella ricerca, che consideri le differenze di genere una risorsa di conoscenza. Per promuovere questo nuovo approccio è necessario coinvolgere innanzitutto i giovani, che sono interlocutori attivi di questo nuovo processo: sono loro che entreranno nella SIF, in una struttura che rappresenta un punto di riferimento per la cultura farmacologica, e sono loro che dobbiamo sostenere per ampliare i paradigmi della ricerca scientifica. Per l’industria farmaceutica, infatti, è indispensabile considerare le problematiche di genere sin dall’inizio del percorso di validazione dei farmaci in fase preclinica e clinica (studi di Fase I, II e III) per arrivare alla cura migliore possibile per l’uomo e per la donna.

In che misura l’approccio di genere della Medicina e della Farmacologia favorisce l’appropriatezza terapeutica, cioè il miglior trattamento possibile delle patologie, a tutti, uomini e donne?

L’appropriatezza terapeutica è, al contempo, premessa e finalità della Farmacologia e della Medicina di Genere. Utilizzare farmaci specificamente studiati con un approccio di genere, significa migliorare la sicurezza e dover gestire effetti collaterali minori nel genere dove il farmaco è stato finora poco studiato. Su questo importante aspetto, l’impegno di Novartis si è già concretizzato con ‘Gender Attention’, che rappresenta il primo studio osservazionale sponsorizzato da un azienda farmaceutica nell’ambito della Medicina di Genere. Questo studio, di cui pubblicheremo i risultati nel 2013, è proprio indirizzato a valutare in modo specifico l’influenza del genere sulla possibile differente incidenza e gravità di effetti collaterali in persone affette da psoriasi e in trattamento farmacologico con ciclosporina nella real life.

Nella prospettiva di una sempre maggiore personalizzazione dei trattamenti medici, qual è il contributo dell’approccio di genere?

Il genere rappresenta il primo livello di personalizzazione da ricercare, che prelude ad altri livelli di profondità, per creare una medicina sempre più mirata, personalizzata, e dunque appropriata alla specifica persona. Il concetto di salute e benessere può avere modulazioni differenti riferendosi a soggetti di genere maschile o femminile: investire nella prevenzione, nella formazione e nella ricerca, per approfondire gli studi sulla differenza di genere, è una sfida importante.
Desidero sottolineare che Medicina di Genere non vuol dire solo attenzione alle donne: vuol dire anche acquisire conoscenza su specifiche patologie che colpiscono l’uomo, come ad esempio il tumore al seno maschile, e che, grazie agli studi delle differenze di genere, potrebbero incontrare inedite possibilità terapeutiche. Prendere nella dovuta considerazione le differenze di genere è il primo, importante passo per porre al centro i pazienti, meglio le persone, con le loro differenze biologiche e con i loro stili di vita, per raggiungere l’obiettivo di una terapia sempre più efficace e sicura.

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