Gender Innovation, un premio all’innovazione che personalizza le cure

935

Intervista a Pier Luigi Canonico, Presidente della Società Italiana di Farmacologia

Quali sono gli obiettivi che si prefigge il Premio Gender Innovation e quali sono le motivazioni che hanno spinto la SIF alla sua istituzione?

Gender Innovation è un premio di Farmacologia di Genere: questa disciplina si occupa prevalentemente di valutare qual è la risposta dei diversi generi a un trattamento farmacologico identico. Attualmente ci sono rilevanti evidenze, da un punto di vista pre-clinico e clinico, che dimostrano come la risposta ai farmaci nei differenti generi sia molto spesso diversa, sia da un punto di vista quali-quantitativo, sia in termini di efficacia terapeutica e di sicurezza.
L’obiettivo di questo Premio, di estrema attualità, è quindi potenziare la ricerca farmacologica per dar ulteriore spazio all’ottica di genere nelle scienze mediche, come strumento di conoscenza indispensabile per raggiungere l’adeguatezza della terapia, condizione imprescindibile per una efficace personalizzazione della cura.

Le aree farmacologiche che sono state oggetto delle ricerche che saranno premiate con il Premio Gender Innovation sono l’innovazione nell’ambito del sistema cardiovascolare, del sistema nervoso e del sistema respiratorio. In base a quali premesse sono stati scelti questi specifici settori?

Qualsiasi settore avrebbe potuto essere sicuramente adeguato: abbiamo scelto questi ambiti in considerazione delle numerose evidenze che differenziano in modo rilevante la risposta farmacologica nei generi e dello specifico coinvolgimento in tale area della partecipazione della farmacologia italiana. In particolare, per l’area cardiovascolare, ci sono delle evidenze rilevantissime sulle differenze di genere, soprattutto nella risposta ai trattamenti cronici. Lo stesso può dirsi anche negli altri due settori, in particolar modo nell’ambito della neuropsicofarmacologia.
L’auspicio è che, in un’ottica di rotazione, l’anno prossimo vengano a essere selezionati settori diversi quali, ad esempio, il metabolico, l’oncologia, le malattia a genesi infiammatoria e autoimmunitaria.

Qual è l’impegno della Società Italiana di Farmacologia nella prospettiva di allargamento degli orizzonti della pratica medica e in direzione di una personalizzazione della cura?

La Società Italiana di Farmacologia ha di certo come obiettivo il trattamento ottimale dei pazienti. Si è ormai sempre più certi che, ove possibile, bisogna andare in un’ottica di terapia personalizzata e uno degli approcci iniziali che renda più perseguibile tale obiettivo è la Farmacologia di Genere; a tal fine abbiamo costituito uno specifico gruppo di ricerca nell’ambito della nostra Società.
Un altro impegno, forse ancora più rilevante e non disgiunto dal precedente, potremmo individuarlo nella farmacogenetica/genomica, che ci permette di personalizzare ancora di più la cura: anche in questo settore la Società Italiana di Farmacologia ha costituito un gruppo molto attivo.
Una sempre maggiore personalizzazione della terapia può consentire di curare meglio i pazienti, questo è senz’altro l’obiettivo principale; inoltre, una terapia farmacologica appropriata consente anche un risparmio di risorse, e nell’attuale temperie tale aspetto non è di secondaria importanza, perché riduce lo spreco di risorse in trattamenti poco efficaci e, soprattutto, contiene il rischio di effetti collaterali indesiderati, che determinerebbero costi ulteriori per la sanità pubblica.

Articolo precedenteTris di donne nel Premio destinato alle migliori ricerche per i farmaci del futuro
Articolo successivoMedicina di Genere non facoltativa per i medici di domani