INFLUENZA A: CONOSCIAMOLA MEGLIO

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QUANTO È PERICOLOSA
“In termini di aggressività clinica è come una normale influenza – spiega Gianni Rezza, capo Dipartimento malattie infettive parassitarie e immunomediate dell’Istituto superiore di Sanità – la differenza sta nella velocità della diffusione e nel fatto che questa aumenta perché oggi non abbiamo gli anticorpi per difenderci. In pratica, a parità di pericolosità, si ammalano più persone e, quindi, è difficile evitare che si manifestino alcuni casi gravi, anche se la stragrande maggioranza saranno di gravità lieve o moderata”. Secondo le stime dell’Oms, nei prossimi mesi in Europa sarà colpita una persona su tre.

Tuttavia, a partire dal 15 novembre il vaccino sarà subito diffuso tra gli operatori sanitari e i soggetti a rischio: anziani, persone affette da patologie croniche respiratorie o cardiovascolari e diabete, ma anche i giovani tra i 2 e i 27 anni, i maggiormente colpiti dal virus H1N1. Il governo prevede di vaccinare entro la fine di gennaio almeno il 40% della popolazione. Inoltre: “L’ipotesi che l’attuale variante del virus vada incontro a mutazioni che lo rendano maggiormente virulento – precisa Rezza – non si può del tutto escludere, ma sino ad ora non si sono manifestate mutazioni rilevanti”.

I SINTOMI, COME COMPORTARSI
“I sintomi della Nuova influenza A – continua Rezza – sono simili a quelli che caratterizzano le forme influenzali che circolano durante l’inverno: febbre sopra i 38 gradi, sonnolenza, malessere, perdita di appetito. A questi si possono associare anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. Ci possono anche essere dei peggioramenti di alcune patologie croniche”.

Ma, è bene chiarire che chi avverte questi sintomi non deve preoccuparsi eccessivamente: solo quando sono insistenti e gravi può rivolgersi al proprio medico che, proprio perché abituato a gestire i casi di influenza, saprà come comportarsi. E, secondo l’Oms, in molti casi possono bastare antifebbrili e antinfiammatori.

GLI ANTIVIRALI, COME FUNZIONANO
Gli antivirali zanamivir e oseltamivir combattono i virus dell’influenza agendo sulle neuraminidasi, ovvero le proteine utilizzate dai virus per entrare nelle cellule dell’organismo ospite. Questi sono efficaci contro i virus influenzali, sia il ceppo A sia il ceppo B. E quindi anche quello della nuova influenza l’H1N1, che è di tipo A.

“Gli antivirali – aggiunge Rezza – si possono acquistare solo su prescrizione medica ma sono farmaci di classe C, ovvero non sono rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale e, inoltre, sono molto costosi. Tuttavia il Ministero, durante l’emergenza, li distribuisce gratuitamente ai soggetti patologici che ne hanno bisogno. Adesso è inutile farne scorta: usarli senza motivo potrebbe procurare anche dei danni. Il rischio infatti è che insorgano virus resistenti al farmaco, rendendolo inutile qualora l’assunzione diventi davvero necessaria.

IL NUMERO VERDE PER CHI VIAGGIA
Per chi viaggia c’è il “1500”. Chiamare non costa nulla, il servizio è gratuito ed è attivo tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 20. Rispondono medici e operatori del Ministero, appositamente formati. Una voce chiederà all’utente di selezionare il servizio richiesto e di scegliere la linea: emergenza caldo oppure nuova influenza.

LE PRECAUZIONI PER CHI SI SPOSTA
Chi parte deve stare tranquillo e adottare misure di sicurezza che consentono di limitare il contagio. Prima di tutto è necessario essere consapevoli del fatto che il virus si trasmette per via aerea.

Bisogna sempre preoccuparsi della cura dell’igiene, con particolare riguardo a quella delle mani, evitando di portarle agli occhi, al naso e alla bocca se non sono lavate; utilizzare fazzolettini a perdere, lavandosi le mani dopo l’uso; evitare di stare a stretto contatto (convivenza, colloquio di più ore a distanza ravvicinata) con una persona che presenti segni influenzali; evitare luoghi affollati.

Chi invece è già affetto da particolari patologie (disturbi respiratori, cardiovascolari e diabete) deve scegliere attentamente la meta da raggiungere. Meglio valutare con il proprio medico di famiglia l’opportunità di effettuare o meno un viaggio in aree interessate dall’influenza AH1N1.

FONTE: KATAWEB/SALUTE

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