La natura ci sorprende ancora con una misteriosa polvere verde sui cieli di Mosca

835

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Il Prof. Massimo Triggiani Presidente degli Allergologi Italiani sulla
nube di Mosca: In Italia il rischio è calcolato. Attenzione a
simili fenomeni per gli allergici in questo periodo.

Quando la natura è capace di sorprendere ancora l’uomo.

Non solo tsunami, eruzioni, terremoti, ma anche fenomeni naturali ci
riportano alla comprensione della dimensione umana. E alla sua
pochezza¦ La comparsa di una vasta nube di polvere verde sui cieli
di Mosca ha scatenato il panico nella capitale russa. Si è pensato
all’attacco chimico, all’esplosione di una fabbrica con seguente
nube tossica, alla fine del mondo. I moscoviti le hanno pensare tutte.
Tutte tranne che l’inusuale fenomeno fosse dovuto ai pollini delle
betulle in fiore. La giornata era iniziata con gli abitanti della zona
sudoccidentale della capitale russa che hanno tempestato di telefonate
la protezione civile denunciando l’avvistamento nella notte di
elicotteri che lanciavano una sostanza sospetta. La notizia si è
presto diffusa su twitter e social network causando l’allarme
generale con il sito della Komsomolskaya Pravda che si domandava
“l’apocalisse è su di noi?”. I blogger hanno fatto il
resto invadendo la rete con foto della insolita nube. Alla fine è do-
vuto intervenire il ministro delle emergenze per sedare il panico.
“La gente si dimentica dei fenomeni naturali – ha detto –
l’improvviso aumento delle temperature ha provocato una
fioritura rapida e consistente degli alberi e questa ne è la
conseguenza”. A confermare le parole del Ministro anche
Greenpeace Russia. Ma le rassicurazioni non sembrano bastare:
Chernobyl, il Kursk e le altre numerose tragedie nazionali hanno
portato i russi a diffidare delle versioni ufficiali. A tal proposito
abbiamo raccolto il parere scientifico dello specialista. Massimo
Triggiani è Professore di Allergologia primario a Salerno dopo lunghi
anni trascorsi alla Federico II di Napoli, e profondo conoscitore del
tema. Dal maggio 2011 è stato nominato presidente dela Siaic
Società che raccoglie migliaia tra i migliori specialisti allergologi
italiani, che appartengono ad una antica tradizione di eccellenza
nella ricerca di settore, ed afferisce alla federazione europea. La
nube verde rilevata a Mosca, se fosse confermato trattarsi di un denso
agglomerato di polline di betulla, costituirebbe un evento
relativamente raro ma assolutamente naturale- sottolinea il Prof.
Massimo Triggiani, Presidente della Società Italiana Allergologia e
Immunologia Clinica – Le betulle sono alberi piuttosto alti (anche 30
metri), molto diffusi nel Nord Europa ed in Russia. Il loro periodo di
pollinazione è relativamente precoce e va da marzo a maggio. I
pollini di betulla possono essere trasportati dal vento anche a
lunghissime distanze. Nelle zone dove gli alberi sono molto diffusi ed
in certe condizioni in cui la pollinazione risulta particolarmente
abbondante ed improvvisa come, ad esempio, avviene quando le
temperature si alzano all’improvviso dopo un periodo di abbondanti
piogge, è possibile che possano avvenire fenomeni come quello
descritto nelle periferia di Mosca. Vi sono medesimi rischi in Italia?
In Italia, per le particolari condizioni climatiche, la betulla cresce
ad altitudini superiori ai 900 metri ed è diffusa soprattutto
sull’arco alpino e sulla dorsale appenninica. Negli ultimi anni,
tuttavia, questi alberi sono stati introdotti sempre più nelle
nostre città come elemento ornamentale dell’arredo.

Cosa rischiano i milioni di pazienti allergici (1 su 15-20 ad oggi), in
questo periodo?

I pollini di betulla sono considerati altamente allergizzanti e sono
tra i principali responsabili di allergie respiratorie nel Nord
Europa. In Italia, le allergie causate dalla betulla, in particolare
la rinite, la congiuntivite e l’asma, sono in progressivo aumento
negli ultimi anni. Si stima che attualmente il 15% della popolazione
del Nord Italia sia sensibilizzata alla betulla. Il rischio di una
improvvisa ed abbondante pollinazione di questi alberi è soprattutto
quello di innescare delle reazioni allergiche anche molto severe con
sintomi nasali (naso chiuso, starnuti, prurito lacrimazione) e
difficoltà respiratoria di particolare gravità.

Comunicazione Studio Diessecom Giovanni Zambito
(studiodiessecom.z@gmail.com – tel. 320 8370899) – Davide Volterra 346
8616788 diessecom@gmail.com

Articolo precedenteI vaccini ti allungano la vita!!
Articolo successivoMeditate gente, meditate….