LA SINDROME DEGLI ANTENATI: IL TRANSGENERAZIONALE

652

Giunto in Francia alla 15 edizione – 200 mila copie vendute -, il volume “La sindrome degli antenati” sta scatenando, nel mondo scientifico contemporaneo, un’irrefrenabile discussione per l’interessante tesi sulla trasmissione psichica transgenerazionale che a livello inconscio nasconde legami occulti che vincolano i soggetti ai loro antenati, mentre, a livello consapevole, sarebbe causa di alcuni sintomi e sofferenze emozionali.

Anne Ancielin Schutzenberger, professore emerito all’università di Nizza, dopo oltre 40 anni di esperienza lavorativa con i suoi pazienti, giunge alla dimostrazione che le persone siano anelli concentrici prigioniere in una catena di generazioni che impedisce di potere scegliere secondo la propria libertà personale, sottomettendo ad eventi e traumi già vissuti dai nostri antenati.

Attraverso numerosissimi esempi clinici, la scienziata, illustra come i pazienti abbiano acquisito paure all’apparenza irrazionali, difficoltà psicologiche e persino fisiche, scoprendo, attraverso la comprensione generata dall’intervento psicologico, sconcertanti parallelismi tra la propria vita e quella dei propri antenati.

Le trasmissioni transgenerazionali, secondo la Schutzenberger, sarebbero legate a dei segreti, a delle cose nascoste e proibite, ad eventi taciuti perché indicibili che, tuttavia, senza essere né pensate o elaborate e risolte, attraverserebbero, – quasi geneticamente – di generazione in generazione manifestandosi come un pensiero muto. Così, come in un mosaico, i suoi pazienti, ripetono di generazione in generazione eventi non risolti o segreti familiari che condizionano in modo invalidante la vita.

Ricostruendo i passaggi significativi, non soltanto nella storia personale ma nell’intera storia della famiglia sino ad un passato arcaico, diviene possibile una presa di consapevolezza delle ripetizioni che rendono la persona prigioniera e sofferente.

Incredibili le numerose coincidenze mostrate nel volume di storie dove morti, incidenti, comparsa di malattie, fallimenti lavorativi o economici, matrimoni e nascite, sorte sfavorevole apparentemente casuale nella vita personale dei soggetti, risalgono, nella realtà non soltanto psicologica ma concreta, ad eventi già vissuti nel passato da antenati.

Soprattutto, la scoperta della “sindrome da anniversario” come ripetizione transgenerazionale inconscia evidenzia la catene di un invisibile ego che fa vivere tutti in una prigione costante.

A questo proposito appaiono illuminanti le parole della stessa Schutzenberger quando afferma che:

“se imparassimo a comprendere meglio ad ascoltare e vedere le ripetizioni e le coincidenze l’esistenza di ciascuno diventerebbe più chiara … siamo in fondo meno liberi di quanto crediamo. Pertanto possiamo riconquistare la nostra libertà e svincolarci dalla ripetizione capendo ciò che accade … possiamo così vivere la nostra vita e non quella dei nostri genitori o nonni o di qualche ‘fantasma’ del passato che ‘vuole’ attraverso noi continuare a vivere … Che la nostra vita sia l’espressione del nostro autentico essere. È questo in fondo il lavoro psicologico”

Articolo precedenteQUANDO LO SVILUPPO ECONOMICO COINCIDE CON LA LIBERTA’ PERSONALE
Articolo successivoPalermo: come stanno i nostri adolescenti