La violenza va curata e prima ancora evitata

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A moment of the clashes between the Police and the "No Green Pass" protesters in the center of Rome, Italy, 09 October 2021. ANSA/GIUSEPPE LAMI

di Rosalinda Camarda Signorino
foto ©ansa

Ferma restando la piena libertà di espressione e di pacifica manifestazione delle proprie idee, c’è da chiedersi cosa possa indurre persone adulte e coscienti a scendere in piazza e protestare con violenza contro una norma di garanzia della salute collettiva.

Quanto è avvenuto a Roma, non è assolutamente tollerabile, soprattutto in un paese che si dichiara civile e democratico, almeno sulla carta.

Il Comitato delle Donne A.L.F.A., schierandosi apertamente contro queste abiette e inopportune aggressioni al sentire democratico della collettività, attraverso il suo presidente Marcella Cannariato ha espresso la propria riprovazione verso tali comportamenti: “Come rappresentante Donne A.L.F.A., anzi a nome di tutto il comitato, perché sono certa che la loro sensibilità sia contro ogni forma di violenza e contro la bestialità, affermo apertamente che tutti abbiamo diritto di perseguire libertà di espressione sino a quando la libertà degli uni non intacca la libertà di tanti”.

Le manifestazioni che si sono svolte a Milano e Roma, città quest’ultima dove si è registrata e toccata l’agitazione più preminente culminata con un picco di inaudita violenza visto nell’assalto alla sede nazionale della Cgil, meritano un profondo, attento esame.

Cosa spinge ad essere così violenti e facinorosi? È forse l’espressione dei tempi che stiamo vivendo? Un periodo sicuramente bordeline dove non esiste più alcuna certezza? O è semplicemente paura, un’angoscia che nasce dalla salvaguardia di quanto si è riusciti a guadagnare con tanto sudore e sacrifici? Le istituzioni dovrebbero, con azioni mirate, tentare di trovare e di prevenire il disagio esistenziale al quale sono esposti i nostri giovani e i nostri adulti. O è forse un disagio che nasce dai profondi cambiamenti sociali e culturali?

Riflettere, recriminare o indignarsi oggi non può e non deve più bastare, esistono leggi e in quanto tali devono essere rispettate e soprattutto applicate.

Questa palese esasperazione, spesso non supportata dalla reale conoscenza dei fatti, da una cultura civica o civile che renda preparati a valutare e affrontare non solo certi argomenti, non può e non deve più essere tollerata, anche se inevitabilmente nasce grazie a questi profondi e ineluttabili cambiamenti sociali.

Non si può credere, ancora nel 2021, che il popolo inteso come tutta la cittadinanza italiana, debba muoversi, scendere in piazza e diventare una massa distruttiva senza nome solo e soltanto spinto dalla pancia e da schieramenti estremi, lesivi della memoria dei nostri padri costituenti e della nostra Costituzione.

 

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