LE AFFINITA’ ELETTIVE SONO REALI

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Se una persona ci va a genio possiamo immedesimarci in lei e gioire dei suoi successi come se fossero nostri, proviamo empatia per il piacere degli altri e lo sentiamo come un piacere personale.
Questa immedesimazione profonda negli altri è stata scoperta da Luca Passamonti del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Cosenza e Dean Mobbs del Medical Research Council (MRC) di Cambridge in Gran Bretagna dove Passamonti si trova da circa tre anni. La ricerca è pubblicata sulla rivista di settore Science.

Gli esperti hanno mostrato video di presentazione di alcuni individui ai partecipanti e chiesto loro di dire quali delle persone presentate sentissero più affini. Poi hanno mostrato loro queste ultime mentre erano impegnate a vincere al gioco. Il cervello dei volontari è stato esaminato con la risonanza magnetica: è emerso che quando le persone loro affini vincevano al gioco, i volontari si immedesimavano in loro e il loro cervello attivava le aree della gratificazione come fossero loro stessi in prima persona a vincere.

Il meccanismo di immedesimazione scatta quando “si ‘sento vicino’ la persona che osserviamo giocare – ha spiegato all’ANSA Passamonti. Le affinità che generano l’immedesimazione possono essere di vario genere, corrispondenze caratteriali o semplice percezione che quella persona abbia in comune con noi attitudini sociali o creda nei nostri stessi valori”.

“Il nostro studio potrebbe spiegare perché gli esseri umani tendono ad essere intrinsecamente socievoli, perfino con persone sconosciute – ha sottolineato l’esperto. In ultima analisi, l’estrema socievolezza che caratterizza la specie umana potrebbe essere uno dei meccanismi che hanno portato la nostra specie ad evolversi rapidamente”.

E l’immedesimazione ha anche un’utilità pratica: “essere gratificati per le vittorie di altre persone che ci piacciono – ha aggiunto Passamonti – aiuta a ‘lavorare in squadra’ con loro e ad andare oltre il nostro ‘puro egoismo’ di sentirci gratificati solo quando siamo noi a vincere”.

fonte: ordine medici palermo

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