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Monumenti
Fontana dei Dragoni

 

 
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Dove si trova
Corso Calatafimi

Da vedere nelle vicinanze
Necropoli punica, Castello della Cuba, la cubola con Villa Napoli, Albergo delle povere, Educandato Maria Adelaide


(foto ©PalermoWeb)

La "Fontana del pescatore" è formata da una gran vasca di marmo, elevata su doppi gradini. Al centro si erge una massa rocciosa a trio, in cima alla quale una coppia di puttini in piedi, poggiati su un gruppo di tre delfini, regge una conchiglia voluminosa. Più in basso altri due puttini si specchiano nell'acqua dando l'impressione di cercarsi. 

Il puttino che si tiene appoggiato al tronco dell'albero di marmo è mutilo del braccio destro e gli manca la testa. Un terzo puttino più distante dagli altri è seduto sulla pietra che sorge come un sedile nell'atto di pescare, da cui il nome della fontana. Questi puttini, abilmente modellati, seguono lo stile del più grande stuccatore di Palermo Giacomo Serpotta.

L'acqua scaturiva dalla conchiglia e dalle bocche dei delfini.

Incassata tra le rocce c'è una lapide su cui possiamo leggere un suggestivo invito "PRAEBET AQUAM FONS ARBOR AMICAM SUFFICIT CUIAS ULTRA LASSE VIATO HABES? MDCCXVII", che vuoi dire: "La fontana offre l'acqua, l'albero l'ombra amica, di che cos'altro ha bisogno il viandante stanco?" 

Un tempo ben sei fontane adornavano lo stradone di mezzomonreale come era chiamato prima l'attuale Corso Calatafimi.

La fontana dei Dragoni è di Mariano Smiriglio ed è datata 1630, ultima superstite di cinque fontane che ornavano l'attuale Corso Calatafimi.

Molto espressivi i due dragoni.

Bella la cancellata.

Presente nei pressi una delle ormai rare fontanelle di acqua potabile presenti in città.


LO STRADONE DI MEZZOMONREALE

Il viceré Marco Antonio Colonna decise nel 1580 circa di far costruire una strada al prolungamento del Cassaro (oggi Corso Vittorio Emanuele che va da Porta Felice a Porta Nuova), quindi alla fine del XVI secolo una via diritta conduceva dalle falde di Monte Caputo (Monreale) fino al mare, attraversando la città, collegandosi poi con la "Strada Colonna" (l'attuale Foro Italico), la via esterna per Messina.

Nel 1630 il viceré dell'epoca, Duca di Alberquerque, aveva abbellito lo stradone di Mezzo Monreale con cinque artistiche fontane dislocate lungo il suo percorso dal Piano di Santa Teresa (Piazza Indipendenza) fino alla Rocca. Di queste fontane oggi ne rimangono solo due: la fontana Dei due dragoni e la fontana Del Pescatore, La prima è posta in una piccola esedra di fronte all'Albergo delle povere; la seconda, scolpita da Ignazio Marabitti, si trova alla fine della strada sotto Monreale, in vista della Conca D'oro.


LA FONTANA DEL PESCATORE

La prima fontana che s'incontra sulla strada che da Palermo porta a Monreale è situata all'interno della prima curva ed è quella del "Pescatore", eseguita dallo scultore Ignazio Marabitti nel 1768. Essa costituiva certamente un invito allettante per il viandante stanco a dissetarsi e a godere, seduto sui sedili, all'ombra sotto gli alberi, con la vista della Conca D'oro.

Nella seconda metà del Settecento il nuovo Arcivescovo di Monreale Francesco Testa, uomo di eccezionale personalità e cultura, avvia un proficuo sodalizio con Ignazio Marabitti, uno scultore che in questo momento monopolizza tutto il settore delle statue nella città di Palermo e dintorni.

La vecchia strada costruita dall'Arcivescovo, che precedette Francesco Testa era troppo scomoda perché ripida e mal ridotta. Cosi Francesco Testa intervenne e fece costruire la nuova strada, quella che attualmente collega Monreale con il quartiere Rocca, facendo intagliare i fianchi della montagna. Arricchì la strada con diverse fontane artistiche che da una parte servivano da abbeveratoi per gli animali da tiro e dall'altra parte invitavano lo stanco viaggiatore a sostare per ammirare il bel paesaggio della Conca d'Oro, chiamata così perché il riflesso del sole sugli agrumi sembrava una copertura di puro oro.

La "Fontana del pescatore" eseguita dallo scultore sopra citato, è la prima che s'incontra salendo per Monreale.

Segue la "Fontana del Drago", ad un centinaio di metri e la Fontana di Lodovico Los Conveos.


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