Dove si
trova
Corso Calatafimi
Orari di visita
Visibile dall'esterno
Da vedere nelle
vicinanze
Necropoli punica, Castello della Cuba, la cubola con Villa Napoli, Albergo delle povere,
Educandato Maria Adelaide
Un tempo ben sei fontane adornavano lo stradone di
mezzomonreale come era chiamato prima l'attuale Corso Calatafimi.
La
fontana è di Mariano Smiriglio ed è datata 1630.
Molto espressivi
i due dragoni.
Bella la cancellata.
Presente nei pressi una delle ormai
rare fontanelle di acqua potabile presenti in città.
Sulla strada adiacente la fontana è
presente una delle poche fontanelle pubbliche presenti a
Palermo [foto a sinistra]

LO STRADONE DI MEZZOMONREALE
Il viceré Marco Antonio Colonna decise nel 1580 circa
di far costruire una strada al prolungamento del Cassaro (oggi Corso
Vittorio Emanuele che va da Porta Felice a Porta Nuova), quindi alla
fine del XVI secolo una via diritta conduceva dalle falde di Monte Caputo
(Monreale) fino al mare, attraversando la città, collegandosi poi con
la "Strada Colonna" (l'attuale Foro Italico), la via esterna
per Messina.
Nel 1630 il viceré dell'epoca, Duca di Alberquerque,
aveva abbellito lo stradone di Mezzo Monreale con cinque artistiche
fontane dislocate lungo il suo percorso dal Piano di Santa Teresa
(Piazza Indipendenza) fino alla Rocca. Di queste fontane oggi ne
rimangono solo due: la fontana Dei due dragoni e la fontana Del
Pescatore, La prima è posta in una piccola esedra di fronte all'Albergo
delle povere; la seconda,
scolpita da Ignazio Marabitti, si trova alla fine della strada
sotto Monreale, in vista della Conca
D'oro, .
LA FONTANA DEL PESCATORE
La prima fontana che s'incontra sulla strada che da
Palermo porta a Monreale è situata all'interno della prima curva ed è
quella del "Pescatore", eseguita dallo scultore Ignazio Marabitti nel 1768. Essa costituiva certamente un invito allettante per
il viandante stanco a dissetarsi e a godere, seduto sui sedili,
all'ombra sotto gli alberi, con la vista della Conca D'oro.
Nella seconda metà del Settecento il nuovo
Arcivescovo di Monreale Francesco Testa, uomo di eccezionale
personalità e cultura, avvia un proficuo sodalizio con Ignazio
Marabitti, uno scultore che in questo momento monopolizza tutto il
settore delle statue nella città di Palermo e dintorni.
La vecchia strada costruita dall'Arcivescovo, che
precedette Francesco Testa era troppo scomoda perché ripida e mal
ridotta. Cosi Francesco Testa intervenne e fece costruire la nuova
strada, quella che attualmente collega Monreale con il quartiere Rocca,
facendo intagliare i fianchi della montagna. Arricchì la strada con
diverse fontane artistiche che da una parte servivano da
abbeveratoi per gli animali da tiro e dall'altra parte
invitavano lo stanco viaggiatore a sostare per ammirare il bel paesaggio
della Conca d'Oro, chiamata così perché il riflesso del sole sugli
agrumi sembrava una copertura di puro oro.
La "Fontana del pescatore" eseguita dallo
scultore sopra citato, è la prima che s'incontra salendo per Monreale.
Seguono la "Fontana del Drago", ad un
centinaio di metri e la Fontana di Lodovico Los Conveos.
La "Fontana del pescatore" è formata da una
gran vasca di marmo, elevata su doppi gradini. Al centro si erge una
massa rocciosa a trio, in cima alla quale una coppia di puttini in
piedi, poggiati su un gruppo di tre delfini, regge una conchiglia
voluminosa. Più in basso altri due puttini si specchiano nell'acqua
dando l'impressione di cercarsi.
Il puttino che si tiene appoggiato al
tronco dell'albero di marmo è mutilo del braccio destro e gli manca la
testa. Un terzo puttino più distante dagli altri è seduto sulla pietra
che sorge come un sedile nell'atto di pescare, da cui il nome della
fontana. Questi puttini, abilmente modellati, seguono lo stile del più
grande stuccatore di Palermo Giacomo Serpotta.
L'acqua scaturiva dalla conchiglia e dalle bocche dei delfini.
Incassata tra le rocce c'è una lapide su cui possiamo
leggere un suggestivo invito "PRAEBET AQUAM FONS ARBOR AMICAM
SUFFICIT CUIAS ULTRA LASSE VIATO HABES? MDCCXVII", che vuoi
dire: "La fontana offre l'acqua, l'albero l'ombra amica, di che
cos'altro ha bisogno il viandante stanco? "