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PRONTO, ANDROMEDA ?

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"SI, CHI E' AL TELEFONO ?" ... e sono passati 5000 anni
di Giorgio Puglia

Se paragoniamo le dimensioni della Terra a quelle di un cece di buona qualità cioè circa 12 mm di diametro, il Sole sarebbe una sfera di un metro e trentatré centimetri (rapporto 1 a 111 ).

Con le stesse proporzioni la distanza dalla Terra (cece) al sole (sfera di un metro e trenta) sarebbe di circa un chilometro e 400 mt.

Per raggiungere Saturno, partendo dal cece, bisognerebbe percorrere circa 14 chilometri !

Per arrivare a Plutone il percorso sarebbe di circa 84 chilometri. Abbandoniamo il gustoso legume, con un certo rammarico perché da esso nascono le panelle e decidiamo di fare una gita nel sistema solare per vedere cosa si dice nei dintorni.

Ci mettiamo a bordo di una Ferrari capace di viaggiare nella spazio (ne ho ordinato una a Maranello, me la consegnano tra poco) e schiacciamo l'acceleratore. Per raggiungere la Luna (350.000 km), viaggiando per 20 ore al giorno ad una velocità media di 200 km/ora, ci vorranno 87,5 giorni.

Con lo stesso mezzo per arrivare al Sole ci vorrebbe più di cento anni; per una gita su Marte circa 170 anni (considerando il punto più vicino Terra/Marte, estate scorsa); dalla Terra a Giove più di 450 anni; dalla Terra a Saturno 880 anni; dalla Terra a Urano 2157 anni; più di tremila per Nettuno e Plutone !

Mamma mia, sta benedetta Ferrari non serve proprio! Prendiamo l'aereo!

Viaggiando adesso con un jet di linea a mille chilometri ora, i tempi della Ferrari vanno divisi per 5, pertanto per raggiungere Nettuno in aereo ci vorrebbero solo 600 anni. E siamo sempre nell'ambito di casa nostra. Ed allora le stelle dove sono ?

Caro lettore non voglio certo annoiarti con calcoli astronomici (tanto per rimanere in argomento), ma sono costretto a farti girare la testa parlando dell'anno-luce. La luce viaggia alla velocità incredibile di 300.000 km al secondo (raggiunge la Luna in un secondo e spiccioli); pertanto in un ora (bisogna moltiplicare per 3.600) la luce percorre 1.080.000.000 di Km (un miliardo ed ottanta milioni di chilometri); in un giorno percorre circa 26 miliardi di chilometri ed in un anno 9.331 miliardi di km. Il Sole che sorge lo vediamo dopo circa 8 minuti dall'evento, e lo continuiamo a vedere per lo stesso tempo dopo che è tramontato! Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sole, dista solo 4,7 anni luce, in Km equivale a 41.172.000.000.000 (Quarantumilacentosettantadue miliardi di chilometri). Sembra distante, ma guarda un po' siamo sempre dietro l'angolo, cioè siamo sempre dentro la nostra galassia, la bellissima Via Lattea ben visibile nelle notti di novilunio appena fuori dalla città.

Se volessimo uscire dal nostro "continente stellare", visto che neanche siamo in posizione centrale, ma ci è toccato un posto in periferia, dovremmo viaggiare alla velocità della luce per circa 30.000 anni. Recentemente però abbiamo scoperto di aver un amico "emigrato" nella galassia di Andromeda, la più vicina a noi, difatti si trova nel così detto "gruppo locale". Vogliamo avere notizie e ci telefoniamo. Come sapete le onde radio, nel vuoto viaggiano alla velocità della luce, perciò pensiamo di fare una bella conversazione. Alziamo la cornetta del telefono spaziale, e lanciamo il fatidico "Ciao, come stai?" Dopo di ciò aspettiamo la risposta. Ebbene il famoso ciao come stai, per raggiungere Andromeda impiegherà 2500 anni e per ricevere l'educato "Bene, grazie. E tu?" dovremo aspettare altri 2500 anni !

E siamo sempre nel gruppo locale, cioè nel quartiere, ma per uscire dalla città quanto ci vuole ?

A questo punto le migliaia di anni non bastano più, neanche le centinaia di migliaia, ma dobbiamo parlare di miliardi di anni luce. La galassia più lontana, recentemente scoperta dista circa 13 miliardi di anni luce, ai confini dell'universo conosciuto.

Ed allora impariamo a considerare questo nostro piccolo sasso azzurro che rotola nello spazio attorno ad una stella di grandezza medio/piccola, per quello che è... meno di un granellino di polvere nel Cosmo, un insignificante corpuscolo nello spazio facente parte di un sistema che se scomparisse nessuno se ne accorgerebbe.

E tu, uomo, che dopo aver lasciato la macchina "unnegghiè" perché tutto ti appartiene, attraversi caracollando la piazza di Mondello, entri al bar, preceduto dalla pancia; che apostrofi la gente con il famoso intimidatorio "senta, signo' lei"; che hai la mano anchilosata per il peso dell'enorme anello d'oro all'anulare sinistro; che ti appoggi al banco con i due gomiti; che ricopri lo scontrino, "ca mancu si viri cchiù", di monete e banconote "ca ti putissi accattari tuttu u bancuni", perché non alzi gli occhi? Guarda l'infinito azzurro, e rifletti sulla tua e sulla nostra estrema piccolezza.

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