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MATTEO COLLURA 
Mondello come gli occhi di una donna

Di primo acchito, affogata nelle automobili, rumorosa di motorette smarmittate, vegliata da una sirena dalle fattezze improbabili, fa pensare a uno di quei luoghi preferiti dagli amanti del kitsch, dove la musica ossessiva convive con il cicaleccio sguaiato e con il rombare dei motori, appunto. Questo nell'impatto. Perché, poi, ambientatisi un po', la sensazione cambia e quel che prevale è il colore da Maldive del mare, è la curva davvero spettacolare del golfo con di fronte l'armoniosa mole di Monte Pellegrino. Ecco, così mi viene da pensare Mondello; e succede spesso, tutte le volte che mi capita di rispondere al telefono - qui in Lombardia dove vivo - a un amico o amica che, con voce tentatrice, modula: "Sai dove sono in questo momento?", lo capisco, immagino. E lui o lei puntualmente, sadicamente svela: "A Mondello!", "Ah!" farfuglio io. E, tanto per dire, aggiungo: "E magari c'è il sole e tu in questo momento sei di fronte a un piatto di spaghetti con i ricci..." Mondello per me è questo: il colore impareggiabile del mare, Montepellegrino visto da quella prospettiva, gli spaghetti con i ricci e, a seconda della stagione, una granita di limone con la brioche o un panino con le "panelle" da mangiare lì, nella piazzetta, dove si aggruma un'umanità che sembra nata per godersi la vita e nient'altro (so di dire una cosa che può offendere, riferita a una città dove il lavoro è un bene prezioso quanto raro e dove i diritti civili più elementari sono da conquistare con le unghie e con i denti, ma davvero a me -agrigentino di nascita e con domicilio a Milano - i palermitani che, quando ne hanno voglia, in dieci minuti d'auto possono raggiungere Mondello, mi sembrano degli esseri privilegiati). E, poi, certi occhi di donna. Sarà il mare, sarà quell'atmosfera di vacanza che gli angoli marini avvolge, specie in quelle zone di mondo dove l'inverno si riduce in una maciata di giorni all'anno, sarà la vista di quel pittoresco monte (mi si scusi la banalità dell'aggettivo, ma in questo caso, mai un aggettivo può rivelarsi più appropriato), fatto è che a Mondello, guardarsi - tra estranei, intendo, tra uomini e donne che non si sono mai visti prima - va ben al di là del guardare e basta. Oltre al resto di cui ho detto, Mondello io l'associo agli occhi di donna; quegli occhi che una sera - ero a cena con alcuni miei colleghi stranieri, in un ristorante vicinissimo alla piazzetta - mi indicarono i Campi Elisi oltre un filo spinato fatto apposta per attrarre ogni tipo di assalto. Che voglio dire? Beh, a questo punto mi fermo. Aggiungendo soltanto che uno scrittore si esprime per metafore. E questa la dedico a Mondello.

L'autore
Matteo Collura (Agrigento 1945) ha iniziato la sua attività al Giornale di Sicilia, dove ha maturato la sua vocazione di giornalista e scrittore. Trasferitosi a Milano, ha lavorato alla Casa editrice Rizzoli prima di essere assunto al Corriere della Sera, come redattore culturale. "Associazione indigenti" è stato il suo primo libro (Einaudi 1979, ristampa 2001) sostenuto da lusinghieri giudizi di Italo Calvino; libro con cui è entrato nel mondo letterario. Hanno fatto seguito: "Baltico" (1984), "Italia, sogno di un viaggio" (1991), "Perdersi in manicomio" (1993), "Sicilia sconosciuta" (1984, 1997). Con Longanesi ha pubblicato "Il maestro di Regalpetra - Vita di Leonardo Sciascia", opera che ha ottenuto numerosi Premi (Chianciano, Castiglioncello, Palmi) e che è stata presentata sul Corriere dalla prestigiosa firma di Indro Montanelli. Collura ha curato "L'Almanacco Bompiani 1999" dedicato al grande scrittore siciliano di cui era fraterno amico. Per il Corriere della Sera si è occupato degli speciali su Pirandello e Curzio Malaparte. Sempre con Longanesi ha pubblicato "Eventi", libro in cui il Novecento italiano è raccontato con l'immediatezza della cronaca e il fascino del romanzo. Il suo lavoro più recente (da maggio scorso nelle librerie) è "Alfabeto eretico". Da Abbondio a Zolfo: 58 voci dall'opera di Leonardo Sciascia per capire la Sicilia e il mondo d'oggi. Collura svolge anche attività di critico letterario e collabora con testate italiane e straniere. Nei giorni scorsi gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Racalmuto, paese natale di Leonardo Sciascia.

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