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Alla ricerca del Genio... di Palermo ! [2/7]

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Dalla Piazza Garraffo, nella quale prospetta la chiesa di S.Eulalia dei Catalani (sec.XV-XVI), sul cui ingresso sono tre busti di re catalani e in piazza Garraffello i palazzi Rammacca, Zoppetta e, l’unico rimasto anche se degradato, Mazzarino (dove nacque, da famiglia di mercanti genovesi, il cardinale Mazzarino) in avanti in via Cassari una targa ricorda che in quel luogo avevano bottega i Gagini.

La ricerca continua, attraversando il Cassero verso il mare e spingendosi oltre la Porta Felice si può svoltare a sinistra per raggiungere l’ingresso turistico del porto in Via Emerico Amari, all’interno nell’anno 2000 è stato posto un cippo commemorativo che originariamente si trovava all’inizio del Molo Nord e recluso fin dall’ottocento ai visitatori per la presenza del bacino di carenaggio.

Il cippo costruito nel 1590 per ricordare l’avvenuta costruzione del molo nuovo e il suo progettista fu l’ingegner Mariano Smeriglio architetto del Senato palermitano, posto su un possente basamento reca in alto l’aquila reale, su uno dei lati è lo stemma del Viceré Garcia de Toledo, fautore dell’opera, in un altro lato che guarda verso il monte Pellegrino si trova un rilievo marmoreo in cui è effigiato un uomo anziano con tanto di corona che afferra un serpente.

Al dire il vero la lastra sembra riutilizzata anche perché non si sa la sua provenienza l’unica cosa certa è da ritenersi il più antico rispetto agli altri, nella posizione originale il cippo per diverso tempo ebbe di fronte la sua replica che stava nella conca della terza fontana del molo tra il cippo e la chiesa dei Mercedari, nel 1687 la statua fu trasferita nella fontana a piazza della Fieravecchia. Attraversando il lungomare “Foro Italico”, l’antica passeggiata, che dal popolo è stata e sarà sempre chiamata la Marina, dove si svolgevano parate e feste, si giunge nel piano di Sant’Erasmo, un tempo in questo piano brullo il Tribunale dell’Inquisizione per più di tre secoli aveva collocato i suoi tragici roghi, nel 1778 s’impianto il primo giardino pubblico di Palermo e, prese il nome da Giulia D’Avalos, moglie del Viceré Marcantonio Colonna di Stigliano.

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©Carlo Di Franco per PalermoWeb.com

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