L'ascesa al monte, nella
notte tra il 3 e il 4 settembre, era definibile un viaggio vero e proprio,
tale era la fatica che i fedeli sostenevano per recarsi in pellegrinaggio
dalla Santuzza.
Una
volta si affrontava la salita anche a piedi scalzi, perfino trascinandosi
sulle ginocchia nude nell'ultimo tratto, per sciogliere un voto promesso per
grazia ricevuta. Si saliva a piedi per la strada acciottolata , la
cosiddetta "scala vecchia", o per la strada carrozzabile, con carretti e "motolape",
stracolmi di vettovaglie. In tal caso il viaggio veniva inframmezzato da
soste, da spuntini e foto-ricordo.
©Carlo Di Franco per PalermoWeb.com
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