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"U
viaggiu a Munti Piddirinu"
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<<Segue
Dal viaggio si ritornava con qualche ricordino: amuleti, "quartareddi",
souvenir e la tipica bandierina di Santa Rosalia, molto ambita dai ragazzi, che non vedevano l’ora di tornare a casa per legarla
alla forcella della bicicletta e scorazzare per le vie del rione come tanti
generali con la bandiera sventolante. Una sorta di ventaglio, utile anche a
cacciare le mosche e ventilarsi per procurarsi refrigerio. Un semplice
rettangolo di cartone incorniciato da frange di rafia colorata e attaccato,
a mo’ di bandiera, ad un bastone di canna a sua volta rivestito da strisce
di carta a colori. Semplice, ma di importante valore.

Le "Bandierine" di Santa Rosalia
Al centro del rettangolo, su entrambi i lati, un santino devozionale,
ricavato da vecchie stampe, dal disegno essenziale in bianco e nero:
l'immagine della Santa in abito monacale da un lato e dall'altro la
Santa nella famosa apparizione al cacciatore.
Gli ultimi a crearli
sono stati alcuni artigiani del Borgo Vecchio, ma hanno estinto la loro
produzione da tempo. Ne fabbricavano di tutte le dimensioni e per tutte le
tasche e ne smerciavano una notevole quantità nel periodo del
pellegrinaggio, che dura praticamente tutto il mese di settembre. Qualche
tempo fa una coppia di artigiani del "ponticello", Antonietta e Masino, ne
hanno prodotti alcuni, basandosi sull’antico modello, per richiamare
l'attenzione sulla vecchia tradizione. A questo ventaglio, una volta
ricevuta la benedizione durante la Santa Messa al Santuario, sono attribuiti
i poteri taumaturgici di Santa Rosalia e gli si ascrivono anche funzioni
apotropaiche. Appeso al capezzale del letto o posto sull'altarino domestico,
si metteva in uso durante gravissime malattie per cacciare le mosche, ossia
gli spiriti nefasti del male, ed ottenere la sospirata guarigione.
 Approfondimenti sul sito
di Giorgio De Simone:
Santa Rosalia Web>>
©Carlo Di Franco per PalermoWeb.com
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