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IL SACRARIO DEI PALERMITANI: SAN DOMENICO

Nell’uomo, il desiderio di potere avere un sepolcro per il proprio corpo è molto forte, il sepolcro diventa il luogo, dove sopravvive la memoria del nome.

Rimanere insepolti, in altri tempi, era la peggiore sorte che potesse capitare a un uomo.

Anche gli schiavi, dentro un sepolcro, acquistavano finalmente la loro libertà.

L’esistenza intrecciata di vita e morte è presente in maniera forte nell’antico mondo classico, dove costituiscono (scrive il Villabianca) un tutt’uno.

La tomba non è soltanto il luogo in cui si conserva il defunto, il modo e la forma con cui è realizzata, caratterizzava una precisa cultura della morte, che variava da luogo a luogo. Insieme, architettura, pittura e scultura facevano a gara per rappresentare ciò.

Anche Palermo fu al centro di questa cultura, in tempi passati la popolazione più facoltosa spendeva ingenti somme di denaro per l’ultima dimora.

Tombe che si trovano presso il Convento dei Padri Domenicani, nella chiesa di San Domenico:


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