SOTTOPALERMO è un sito PalermoWeb.com - Foto e testi sono ©copyright

Home page - eMail

HOME PAGE
Home Page


Il libro !

Palermo sotterranea
Il centro storico
VideoClip
Italia sotterranea
Contatti & Copyright

Guarda i video

Nota: tutte le immagini e i testi sono copyright [Contatti].
Buona "navigazione" Sotto Palermo !

Palermo, 11 aprile 2005
Eccezionale scoperta nel sottosuolo di Palermo !
La cripta del convento delle “Ree Pentite” di Ernesto Raia


Crocifissi ritrovati


Il Rettore Silvestri


La tomba e le ampolle


La lapide
In questo sepolcro giace il corpo della Reu Madre S. Ignazia di Gesu Squatrito quale nacque al 1706 si chiamò nel secolo D. Lauria Squatrito mori di anni 76 A. 8 aprile del 1782.”

Palermo, non finisce mai di stupirci, è di pochi giorni fa  la notizia, di una antica cripta,  ritenuta persa, scoperta casualmente a seguito di lavori di ristrutturazione di alcuni locali siti presso l’università in via Divisi. Si tratta dell’ex convento di Santa Maria la Grazia  conosciuto come convento delle Ree Pentite cioè ex  prostitute diventate monache.

Come tutte le scoperte fatte nella nostra città anche questa è avvenuta in modo casuale, durante la rimozione di alcuni mattoni di una pavimentazione, gli operai si sono accorti di una botola che immette in un ambiente  a volta pieno di materiale di risulta proveniente forse da vecchi lavori risalenti agli anni sessanta.

Interpellata immediatamente la Soprintendenza si è provveduto a ripulire il locale mettendo in luce la vecchia cappella sotterranea. La storia di questo edificio, sito nel cuore della vecchia Palermo,  esattamente in via Divisi al nr. 81, è molto antica e risale al 1512 quando il nobile  palermitano Vincenzo Sottile , chierico, trasformò un locale posto al pianterreno del suo palazzo, in una chiesa dedicandola a Santa Maria della Grazia.

Nel 1524 nei primi del mese di giugno venne fondato per opera di suor Francesca Leonfante, nobile palermitana, un convento sotto la regola di Monteoliveto che ospitò diverse religiose che vennero vestite dalla stessa fondatrice diventata Badessa. Morta la fondatrice in odor di santità, le monache, ormai ridotte di numero, furono trasferite in altri monasteri e l’ Arcivescovo decise, intorno al 1597, che al loro posto fossero accolte tutte quelle donne di malaffare ( ex prostitute ), che una volta pentite, intraprendevano la vita monastica abbracciando la regola francescana. Da qui il nome di  “Ree Pentite” ( Ripentite ).

Queste donne erano mantenute oltre che dal Senato Palermitano, con una curiosa tassa che le donne di malaffare ( le prostitute ) in attività erano costrette a pagare se volevano indossare abiti di seta e d’oro al pari di quelle oneste,  dalla carità della viceregina Principessa di Molfetta.

Era l’Arcivescovo di Palermo che nominava, tra le suore del monastero di Santa Chiara, colei che diventava Badessa , successivamente, le monache, ottennero, il 17 maggio del 1729 dal Pontefice Benedetto XIII  di eleggere loro stesse la loro Badessa.

Ma torniamo all’ambiente scoperto per caso; pochi gradini scavati nella roccia immettono in un piccolo ambiente rettangolare, grande circa tra i 15-16 metri quadrati, nella parete frontale trova posto un piccolo altare seicentesco rivestito di mattonelle di maiolica raffiguranti motivi floreali e sopra di esso altre mattonelle riproducono le figure, molto probabilmente, di Santa Chiara o della fondatrice del convento che tiene in mano una pisside con l’ostia su cui è disegnata una scena che richiama al pentimento. L’altra è quella di San Francesco.

Nelle pareti laterali trovano posto i colatoi dove venivano  posti i corpi delle religiose per il processo di essiccazione prima di essere tumulate, molto probabilmente, nella fossa che si trova nel pavimento della cripta, dove è stata ritrovata intatta la cassa della madre badessa morta nel 1782 come è attestato dalla lapide perfettamente leggibile.

A rendere straordinaria questa scoperta, è il ritrovamento, all’interno della cassa, di ciocche di capelli e di due ampolle in vetro che contengono dei messaggi sconosciuti. Gli esperti hanno delle perplessità ad aprirle perché temono che al contatto dell’aria si possano danneggiare i documenti in essa contenuti. Inoltre sono stati ritrovati una serie di piccoli crocifissi di varia misura in metallo.

Così come è avvenuto per la cripta dei Lanza, il Rettore Giuseppe Silvestri, in presenza dei dirigenti della Soprintendenza ai Beni culturali, ha assicurato che finiti i lavori di consolidamento e restauro la cripta sarà resa fruibile ai visitatori.

L'articolo di Laura Anello (Uff. Stampa Università) clik qui>

Barre di navigazione

^^^^ ]
Home ] Mappa delle cripte di Palermo ] Cripta di Sant'Antonino ] [ Cripta delle Ree Pentite ] Cripta dei Fornai ] Cripta degli Angelini ] Cripta dei Cocchieri... ] Cripta dei Lanza ] Chiesa San Matteo ] Cripta di Sant'Alberto ]

 Questo sito partecipa al programma AnchIOnLine di PalermoWeb.com