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Musei
Museo Archeologico Antonio Salinas

 
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Dove si trova
Piazza Olivella, 24

Orari
Dal 18 Luglio 2011 il Museo “A. Salinas” di Palermo è chiuso al pubblico per consentire il procedere dei lavori di ristrutturazione dell’edificio

Info
urpmuseopa@regione.sicilia.it


(foto ©PalermoWeb)

LA FONTANA DEL TRITONE

Posta in precedenza nei giardini del Palazzo Reale, questa fontana cinquecentesca è attribuita allo scultore Battisca Lorenzi che la realizzo nel 1574.

Dall'enciclopedia TRECCANI: "Il Lorenzi nel 1565 partecipò agli apparati delle nozze di Francesco I (oltre ai lavori all'arco della Paglia e a quello degli Spini, sue sono le statue dei fiumi Arno e Danubio e dell'Imeneo per l'arco dei Ricasoli).

Realizzò poi una fontana in marmo che Cosimo I donò a uno spagnolo non identificato e che va verosimilmente riconosciuta nel Tritone (Palermo, Galleria regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis), già dato a Camillo Camillani (Wiles, p. 131), databile tra 1569 e 1571 (Remington, p. 64) e comunque entro il 1584, quando è citato da Borghini."

 

Lorenzi

Dizionario Biografico degli Italiani

LORENZI. - Famiglia di scultori, originari di Settignano, presso Firenze, e attivi nel corso del Cinquecento in Toscana, che ebbe tra i suoi rappresentanti di maggior rilievo Stoldo di Gino e Giovanni Battista (Battista del Cavaliere).Di Gino, o Giovanni (Borghini), non si conoscono le date di nascita e di morte, ma è noto il nome del padre, Antonio. Sarebbe stato, secondo alcuni, fratello di Domenico, da cui nacque lo scultore Giovanni Battista; furono suoi figli Antonio e Stoldo, nati rispettivamente intorno al 1525 e al 1533-34. Noto anche come "Gino intagliatore" (Wallace, p

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La sede museale, già Casa dei Padri della Congregazione di S. Filippo Neri, fa parte del complesso monumentale dell'olivella che comprende anche la chiesa di S. Ignazio e l'attiguo Oratorio.

Il complesso architettonico, iniziato sul finire del XVI secolo su progetto di Antonio Muttone, fu completato nel XVII secolo. A seguito della legge sulla soppressione degli ordini religiosi (1866), l'edificio, confiscato alla Congregazione, divenne sede del Museo Nazionale.

Da quegli anni a oggi numerose sono state le trasformazioni che lo hanno interessato; non ultima quella relativa alla ricostruzione di una intera ala andata distrutta con i bombardamenti dell'ultimo conflitto bellico.

Il Museo illustra le diverse fasi dell'arte e della civiltà della Sicilia occidentale, dalla preistoria alla tarda età romana e riflette la storia del collezionismo sette-ottocentesco attraverso l'esposizione di importanti collezioni e reperti, in alcuni casi di provenienza non siciliana. Sono esposti anche reperti provenienti dalla Sicilia orientale, Tindari e Randazzo, acquisiti al museo grazie all'attività di A. Salinas (1841-1914) cui è dedicato il Museo.

Il nucleo originario del Museo è costituito dalle collezioni provenienti dal Museo dell'Università istituito nel 1814. Fanno parte di questo primo fondo le eccezionali sculture arcaiche e classiche provenienti da Selinunte: le tre metope del Tempio C, recuperate in frammenti, nel 1823, dagli architetti inglesi W. Harris e S. Angeli, cui si aggiunsero, nel 1827, le quattro metope del Tempio E.

I sovrani borbonici contribuirono ad arricchire le collezioni donando materiali campani e siciliani. In particolare, Francesco I fece dono al Museo di terrecotte e di bronzi fra cui il celebre gruppo di Eracle che atterra un cervo; Ferdinando II donò, tra l'altro, il Satiro versante da Torre del Greco ed alcuni dipinti pompeiani.

Merita di essere ricordata la Collezione Casuccini, acquisita tra il 1864 ed il 1869, che costituisce la più bella e notevole raccolta di antichità chiusine al di fuori della Toscana.

Nel nucleo originario del Museo confluirono, sempre nell'800, anche materiali provenienti da collezioni antiquarie di proprietà ecclesiastica (del Museo dei Padri Gesuiti di Palermo, detto Salnitriano, e del Museo di San Martino delle Scale) e dall'acquisto e donazioni di collezioni private (Collezione Fagan, Collezione Astuto, Medagliere Gandolfo, Collezione Salinas, etc).

Successivamente, il Museo si è arricchito anche con materiali provenienti da ricerche archeologiche programmate o da scoperte casuali.

L'attuale ordinamento non segue un criterio univoco, data l'eterogeneità delle collezioni dovuta alla formazione ottocentesca del Museo. I criteri dominanti dell'esposizione, articolati su tre piani sono, infatti quelli tipologici e topografici.

Del patrimonio del Museo fanno parte anche un ricco fondo antico librario ed una raccolta di stampe, provenienti da collezioni private.

Fra i servizi del Museo va ricordata una ricca biblioteca specializzata in archeologia, aperta agli studiosi ed ai cultori della materia.


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