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Itinerario 14: La Palermo dei Florio

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La Palermo dei Florio
Dall'Acquasanta all'Olivuzza

 
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Questo percorso storico si snoda lungo i luoghi della memoria.

Immaginiamo dunque di ritornare in quello scorcio di secolo a cavallo tra ‘800 e ‘900, in cui la città all’apice del suo splendore, gareggiava per fasti e magnificenza con le più importanti corti d’Europa...l'età dei Florio.

Principali protagonisti di questo mondo furono appunto i Florio, famiglia simbolo della nuova borghesia imprenditoriale, alla cui “corte” furono ospiti le maggiori personalità del bel mondo.

Cominciamo dalla contrada dell’Acquasanta che così si chiama dall’omonima chiesa della Madonna, che sorgeva nei pressi di una grotta da cui sgorgava una fonte di acqua dalle proprietà terapeutiche.

Nella zona si trovano diversi monumenti importanti come la Nave di pietra che fungeva da base per le esercitazioni militari e oggi soffocata dagli edifici adiacenti, la settecentesca villa Lanterna e l’ottocentesca villa Belmonte, godibili solo dall’esterno.

Nella parte bassa del parco di Villa Belmonte, oggi, Salita Belmonte, precisamente al n. 43, tra il 1899 e il 1900 fu edificata la villa Igiea sorta sulle basi di una costruzione in stile quattrocentesco siciliano, appartenente ad un nobiluomo inglese.

Progettata da Ernesto Basile per i Florio, inaugurata nel 1900 come clinica per le cure termali, il nome è quello di Igea, dea della salute, fu trasformata dopo soli quattro anni in un lussuosissimo albergo che ospitò tra i nomi illustri lo zar di Russia e Costantino di Grecia, che vi morì anche.

All’interno conserva l’originario assetto Liberty, la sala del Basile, con affreschi di Ettore De Maria Bergler raffiguranti la primavera e metafore sulla giovinezza femminile.

Oggi come accennato è la sede di un prestigioso Hotel, ma potete approfittare del Cafè per accedere e soprattutto sostare in tutta calma sulla terrazza affacciata sul mare...

Proseguendo a nord nella zona dell’Arenella, dietro palazzi di dubbio gusto è l’accesso ad uno dei più antichi edifici adibiti per la pesca al tonno. La tonnara Florio in via Discesa Tonnara n.4 di proprietà della famiglia dalla prima metà del secolo scorso (1830 ca), fu ristrutturata da Carlo Giachery che ideò un complesso neogotico con un corpo turriforme e una palazzina a quattro guglie chiamata i “Quattro pizzi”.

Più tardi anche in questa sede furono ricevuti e ospitate personalità eminenti. Pensate che la Zarina di Russia se ne invaghì talmente da far costruire una costruzione simile in Pietroburgo

La mattanza si svolse fino ai primi anni del Novecento, quando i tonni si convinsero che forse era meglio cambiare aria, oggi è sede di un locale di tendenza.

La prossima tappa ci porta da tutt’altra parte, verso le borgate occidentali, nell’antico quartiere dell’Olivuzza, con un mezzo pubblico ritorniamo in centro città a Palermo e raggiungiamo il viale Regina Margherita, precisamente al n.38.

Qui, nel territorio che un tempo apparteneva all’ampio parco di villa Butera, di cui oggi resta ben poco, nel 1899 fu costruito il Villino Florio , manifesto della nuova borghesia colta e raffinata, capolavoro dell’Art Nouveau siciliana. Ancora una volta il progetto spettò al maestro indiscusso Ernesto Basile che rese unico nel suo genere questo scenografico edificio ricco di portici, archi, scalinate e torrette.

A proposito di ospiti illustri, in questa sede Franca Florio, regina del “Jet set” palermitano, ricevette il Kaiser Guglielmo II.

Già nel 1907 un incendio doloso aveva distrutto un’ala della villa, nel 1962 ancora un altro incendio devastò il resto, compresi i preziosissimi arredi progettati dal Basile nei minimi dettagli e prodotti dalla ditta Ducrot, i cui stabilimenti sono diventati oggi i Cantieri Culturali della Zisa, sede di eventi artistici e culturali.

Il villino Florio è proprietà della Regione Siciliana, è visitabile e dovrebbe in futuro ospitare un ipotetico Museo del Liberty.


Continua: Da Sferracavallo a Romagnolo


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