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28, LA SOFFERENZA PSICOLOGICA
(A. Scorsone)- In cosa consiste la sofferenza psicologica? Questo quesito apre una serie svariata e potenzialmente infinita di risposte: si tratta di un fenomeno di cui tutti nella nostra vita in tutte (o quasi) le fasi del suo ciclo facciamo esperienza nelle forme più svariate. La questione si pone quando, e accade spesso, non sappiamo in che cosa consista, da dove nasca e come possiamo definirla. Se domandiamo a un nostro caro - che notiamo triste, incerto e malinconico – “cos’hai?”, “perché stai male?”, spesso questa persona non riesce a risponderci. Alcuni, incerti su se stessi e sui propri e intimi processi mentali e soggettivi, tendono a rispondere con varie soluzioni: “ho sbagliato!”, “è il lavoro!”, “è il mio fidanzato/a”, “sono peccatore perché non mi confesso da anni (quindi dal cielo qualcuno vuole punirmi)”, “i miei figli mi fanno impazzire!”, “mi manca qualcosa”, “mi sento un fallito!”. Tali spiegazioni, o meglio, tali ricerche ingenue circa le cause, portano la persona a concludere che dentro sé stessi giaccia qualcosa che non funzioni, che non vada.. continua>>

27, DIAGNOSI CLINICA O DIAGNOSI PSICHIATRICA?
(A. Scorsone) - Secondo i recenti dati dell’OSM (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel mondo sono oltre 400 milioni le persone che soffrono di disturbi psichici, neurologici o psichiatrici di varia natura ed eziologia, e che comprendono anche l’isolamento sociale e il suicidio: condizioni, queste, sempre più frequenti. Tuttavia, nonostante le diffuse conoscenze nel campo della psicologia e del cervello umano le malattie mentali sono spesso poco riconosciute, infatti – secondo i riferimento forniti dall’OSM – il 25% dei pazienti che richiedono un intervento nei centri di salute mentale che hanno almeno un disturbo dal punto di vista neurologico, psichiatrico o psicologico, non vengono diagnosticati. La diatriba tra la diagnosi (il riconoscimento) delle patologie riguardo la psichiatria/neurologia e la psicologia clinica e la psicoterapia hanno radici lontane e ancora in questo momento i professionisti esperti della salute mentale non concordano su come procedere nella diagnosi, nel riconoscimento della sofferenza e della condizione del paziente. continua....>>

26, Le motivazioni psicologiche nell’uso delle sostanze a rischio
– di A. Scorsone- 12.11.07 Secondo una recente ricerca ricavata sull’attività dei Sert (servizi pubblici per le tossicodipendenze del Ssn), i consumatori di droga in Italia sembrerebbero invecchiare progressivamente, soprattutto per ciò che riguarda la cocaina. Il dato più allarmante, tuttavia, fa riferimento, piuttosto, al fatto che si riduce sempre più la media di coloro che iniziano a provare gli effetti della sostanza a rischio: addirittura l’età media per la prima sigaretta è scesa intorno agli 11 anni. L’abuso di sostanze cela ragioni psicologiche di natura abbastanza complessa e circolare, che incidono sul comportamento degli individui, sebbene questi siano ben informati sul rischio e sulle malattie che le varie possibilità di abuso di fumo, alcol, stupefacenti e tossicomanie oggettuali comportino. >>>

25, Psicologia secondo Wikipedia...
La psicologia è lo studio scientifico del comportamento degli individui e dei loro processi mentali.[2] Tale studio riguarda le dinamiche interne dell'individuo, i rapporti che intercorrono tra quest'ultimo e l'ambiente, il comportamento umano ed i processi mentali che intercorrono tra gli stimoli sensoriali e le relative risposte. Attualmente la psicologia è una scienza composita, i cui metodi di ricerca vanno da strettamente sperimentali (di laboratorio o sul campo) a etnograficamente orientati (ad esempio: alcuni approcci della psicologia culturale); da strettamente individuali (ad esempio: studi di psicofisica, psicoterapia individuale) a metodi con una maggiore attenzione all'aspetto sociale e di gruppo (ad esempio: la psicologia del lavoro che impiega i cosiddetti "gruppi focali"). Queste diversità di approccio hanno causato un proliferare di discipline psicologiche e di matrici culturali che tendono a sostenere punti di vista diversi e spesso in conflitto tra loro. continua...

24, Spiare, controllare, sapere tutto di tutti
Dagli ultimi avvenimenti sull’onda dello scandalo delle intercettazioni illegali e dello spiare in tv attraverso i reality show sembra che tutti siamo controllori, controllati, spioni e spiati. Inquietamente amiamo sapere e controllare di nascosto. Ad esempio si controllano gli sms del partner, si ascolta dietro la porta nel lavoro, si guarda nella vita degli altri. Oltre le motivazioni concrete, per la psicologia questa esigenza nasce perché si vuole capire quello che noi siamo nello specchio dell’altro, ovvero, spiando l’altro conosciamo noi stessi o, allontaniamo parti di noi che non ci piacciono. Sono coinvolte anche fantasie di onnipotenza e desideri infantili che creano la magica illusione di potere controllare la realtà. Inoltre, affettivamente un’insicurezza elevata spinge al controllo per mancanza di fiducia e sospettosità da cui si genera il sospetto e l’invadenza nei confronti degli altri vissuti come inferiori

23, Stare bene
Uno studio ci informa che gli italiani sentono di stare bene psicologicamente solo se risultano soddisfatte le seguenti aree: dormire (87%), stare con gli altri (82%) o stare col partner (82%)o stare con figli e nipoti (82%), riflettere (66%). L’ottimismo è un antidoto contro l’angoscia, la paura e il disagio psichico e, occorrerebbe, saper trasformare ogni perdita in guadagno utilizzando le crisi come scismi che producono un’evoluzione. Secondo gli studi psicologici fare spazio dentro di sé, così come una semplice frase detta, influenza i vissuti e le emozioni. Colleghi della New York University hanno cercato di individuare ciò che Goethe chiamava ‘affinità elettive’ cioè, schemi di percezione che ci pongono in modo positivo nei confronti degli altri e della vita. La positività, è una vera e propria caratteristica che influenza l’autostima, l’ottimismo e la soddisfazione della vita. Soprattutto il pensiero positivo come dimensione latente che ciascuno possiede influenza l’autoefficacia percepita cioè, la convinzione che l’individuo ha di potere gestire adeguatamente il suo funzionamento psichico e sociale, i propri affetti, le relazioni ha un ruolo nel determinare il buon adattamento, il successo e il benessere dei vari aspetti del sé, della propria vita e del proprio futuro.

22, Uno sguardo sugli adolescenti
Dopo generazione x (quella degli anni 80-90) oggi, la generazione che vive di chat, blog, pockast, mp3, e-bay si definisce generazione 8 come promessa di riuscire a fermare per sempre la fame nel mondo. Ma, i giovani di oggi sembrano avere qualche problema di interfaccia con il mondo reale. Ad esempio il Parkour, l’arte di sapersi muovere all’interno degli spazi della città, creando percorsi alternativi con salti è uno stile che evidenzia inconsciamente la difficoltà di trovare la strada che conduce a sé. Ma, anche come emerso dagli studi del CSP, una ricerca della propria identità che passa dall’invischiamento di culture diverse e da un’idea di autonomia come responsabilità e fondamento dell’indipendenza emotiva è una caratteristica dei giovani. Uno studio ha mostrato che il non andare a letto presto, per i giovani, non dipende dalla cattiva volontà bensì da un fattore biologico con l’arrivo della pubertà l’orologio si sposta in avanti e questo ha delle conseguenze sull’attività mentale. Sul basso rendimento scolastico, poi, la psicologia clinica sottolinea l’ educare alle inevitabili difficoltà della vita e trasformare l’insuccesso scolastico in opportunità di crescita per creare adolescenti responsabili .

21, Il problema lavoro
L’American Psychological association (ma, anche molti psicologi Italiani) ha evidenziato come il denaro è la maggiore causa di stress. I soldi contano, nella società consumistica oramai è inutile negarlo. Uno stipendio insufficiente, flessibile o incerto causa problemi nell’area dell’indipendenza del sé, difficoltà nell’area cognitiva riguardante la pianificazione del proprio futuro, e, coinvolge l’area dell’affettività caricando la mente di quote elevate di ansia e abbassamento dei livelli di autostima. Un pensiero che può innescare il circuito perverso della psicopatologia è la convinzione che la bassa retribuzione e il non avere un posto fisso significhi non valere niente, essere un fallimento. Oltre al budget economico occorre tenere presente del budget psicologico che la precarietà economica produce. Di questo, coloro, che si occupano di politica, non possono più non tenerne conto.

20, Il trauma psicologico
La psicologia clinica si è a lungo occupata del trauma come precursore di tutta una serie di conseguenze negative in termini psicologici e affettivi; gli studi contemporanei sul trauma, mossi sempre dal cercare di individuare le terapie migliori, hanno evidenziato un costrutto definito resilience come capacità di mantenere la propria integrità di fronte ad un evento particolarmente sofferente; è emerso, tra l’altro, come molti bambini abusati evolvano, grazie a questo fattore, in adulti ben adattati . Eventi di vita critici possono offrire il potenziale per un cambiamento in positivo. A questo proposito, colleghi di Bologna, mostrano come le risposte al trauma sono sempre esperienze dolorose e ambigue ma si può progredire dalla patologia, alla resilience sino al funzionamento ottimale. Però, colleghi dell’Università di Leicester, in Inghilterra, sottolineano che le persone che hanno subito un trauma molto grave nella loro vita mancano di fiducia nelle loro possibilità si sentono più fragili, insicuri e facilmente influenzabili.

19, Semplicemente donna
Secondo gli uomini Italiani le donne al lavoro meritano stima perché hanno grandi capacità di ascolto, dialogo, sostegno e incoraggiamento: però, molti studi notano come le donne cercano di fare troppe cose contemporaneamente, e, in California, psicologi dimostrano che intraprendere molte azioni o interrompersi nel lavoro non aiuta ad essere efficienti. Questo le donne lo sanno, visto che dando un’occhiata agli studi della psicologia contemporanea emerge un’immagine di donna attenta e organizzata nell’essere madre e nella vita di tutti i giorni ma, con l’onnipresente difficoltà nel conciliare maternità, lavoro e spazi per sé. Tra l’altro,la terza sezione penale della Cassazione (sentenza 34120) afferma nuovamente che lo stupro è meno grave se la ragazzina è consenziente e disinibita mostrando che siamo ancora fermi all’idea che gonna significhi aggredisci. Dei ricercatori di Helsinki hanno dimostrato che le donne amano prendersi cura dei loro uomini e questo giova alla salute, ma, sicuramente, il fatto che uno stato non tuteli la donna nella sua libertà di scelta nel vestire, e, non condanni senza attenuanti l’aggressione fisica, non giova alla sicurezza psicologica della donna di oggi. Sulla sessualità femminile poi, torna a far discutere Erica Jong che sostiene che scomparsi i divieti le giovani di oggi cercano qualcos’altro rispetto al passato: il desiderio di fare sesso, di amare e di essere veramente se stesse. Ma, le donne giovani si sentono finalmente se stesse e utilizzano fare cose da maschi (bere birra dopo il lavoro, indossare jeans, maglie attillate, fumare o corteggiare e prendere l’iniziativa) non come ‘invidia del pene’ ma come indice di autonomia raggiunta. Autonomia che la psicologia dimostra essere raggiungibile in età avanzata solo dalla donna . Poiché le donne anziane sanno esercitare maggiore flessibilità e consapevolezza del proprio percorso di vita stando meglio degli uomini

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